L’ex presidente pro Russia ha stravinto le elezioni
L’ex presidente divenuto tribuno contro la corruzione, considerato filo-russo e da qualcuno anche euroscettico, Rumen Radev, va come previsto verso la vittoria in Bulgaria, al voto per l’ottava volta in cinque anni. Sarebbe una svolta, se non decisiva sostanziale, nella vita politica del Paese balcanico. Il partito di Radev potrebbe avere la maggioranza dei seggi nel Parlamento bulgaro, secondo i risultati del conteggio dei voti, che ha raggiunto il 65%, stando alle indicazioni dell’agenzia Trend. Si prospetta dunque un trionfo per il partito ‘Bulgaria progressista’: con il 45,9% dei voti otterrebbe oltre 120 seggi al parlamento unicamerale composto da 240 deputati. Questo numero gli darebbe la possibilità di formare un governo autonomo senza essere costretto ad alleanze. In gennaio Radev, ex top gun, 62 anni, in un atto senza precedenti, annunciò le sue dimissioni dalla presidenza e dichiarò di voler scendere in campo per “distruggere il modello oligarchico e combattere la mafia infiltratasi in tutti i livelli di governo del Paese” grazie, secondo lui, ai governi conservatori del Gerb, con la tacita complicità del partito della minoranza turca (Dps).
Il partito conservatore Gerb otterrebbe il 13,1%, un crollo senza precedenti dopo aver governato nel passato il paese per oltre 10 anni. Nel parlamento, secondo Trend, entrano anche i liberali con l’11,4% dei voti, Dps (6%) e i nazionalisti di ‘Vazrazhdane’ (5,1%). Non ce la fanno invece i socialisti del Bsp, che secondo gli exit poll era in bilico sulla soglia di sbarramento del 4%.
L’ennesimo voto anticipato si è tenuto in una situazione di stallo economico e malessere sociale per il carovita dopo l’introduzione dell’euro a inizio anno. Buona l’affluenza alle urne (55%).
ESTERO / SVIZZERA
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2026-04-20T07:00:00.0000000Z
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