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Dittli, la goccia che (forse) farà traboccare il vaso

La consigliera di Stato vodese Valérie Dittli ha effettivamente concluso un accordo affinché una denuncia penale nei suoi confronti fosse ritirata. La convenzione scritta prevedeva l’assegnazione di 10mila franchi di denaro pubblico al denunciante.

L’ex giudice cantonale Jean-François Meylan, incaricato dal Governo di condurre un’indagine, ha presentato venerdì il suo rapporto sull’attribuzione di mandati sospetti da parte di Dittli. Questi erano stati assegnati all’ex presidente della Commissione fondiaria rurale, Jean-Claude Mathey, dopo che quest’ultimo aveva ritirato una denuncia penale contro di lei. Meylan è riuscito a provare l’esistenza della convenzione, firmata il 12 dicembre 2024. Il suo rapporto verrà ora trasmesso al Ministero pubblico vodese, che dovrà appurare eventuali infrazioni penali. In una conferenza stampa, il Consiglio di Stato (assente Dittli) ha denunciato le menzogne della ministra del Centro: “La signora Dittli ha mentito e nascosto l’esistenza di una tale convenzione, in particolare le sue implicazioni finanziarie per lo Stato”. Il Consiglio di Stato ha aggiunto che “il rapporto di fiducia con la signora Dittli risulta compromesso e sarà difficile ristabilirlo”. Senza sorprese, i partiti hanno reagito con vigore. La sinistra chiede le dimissioni della consigliera di Stato. A destra, il Plr non chiede direttamente le dimissioni, ma annuncia già che “non si vede a condurre una campagna al fianco di Valérie Dittli nel 2027” nell’ambito dell’Alleanza vodese (Plr, Udc, Centro), poiché la fiducia è rotta.

Dittli riconosce l’esistenza della convenzione scritta, ma esclude le dimissioni. In una nota, afferma di aver debitamente informato la presidente del Governo. Inoltre nega che i 10mila franchi fossero la contropartita del ritiro della denuncia penale.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-04-25T07:00:00.0000000Z

2026-04-25T07:00:00.0000000Z

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