Via libera ai dazi sull’acciaio, colpita anche la Svizzera
La misura aveva irritato i vertici della Confederazione
Via libera finale dal Parlamento europeo a misure per proteggere l’industria siderurgica dalla sovrapproduzione globale di acciaio. Le nuove norme sono state approvate oggi a Strasburgo – con 606 voti a favore, 16 contrari e 39 astensioni – e si applicano anche alla Svizzera.
Esse introducono quote di import più basse, limitando a 18,3 milioni di tonnellate annue i volumi esenti da dazi: una riduzione del 47% rispetto al 2024. Si applicherà inoltre un dazio doganale del 50% (raddoppiato in confronto all’attuale 25%) alle importazioni che superano la quota e ai prodotti siderurgici non coperti.
Presto le negoziazioni con Berna
Le misure valgono per tutti i Paesi terzi, esclusi quelli membri dello Spazio economico europeo (See), ossia Norvegia, Islanda e Liechtenstein. La Svizzera aveva chiesto invano a Bruxelles di poter ottenere una deroga. La Commissione condurrà ora discussioni con oltre 20 partner – tra cui Berna – per negoziare nuovi contingenti.
Negli scorsi giorni, il presidente della Confederazione Guy Parmelin aveva duramente criticato queste norme più severe sulle importazioni, definendole “inaccettabili”. Il vodese si era detto sorpreso dal timing, riferendosi al fatto che le Camere federali stanno esaminando il pacchetto di accordi recentemente firmato da Svizzera e Ue. I nuovi dazi sull’acciaio non violano la dichiarazione comune in merito, che prevede di evitare tensioni od ostacoli in questa fase, aveva però replicato Bruxelles.
L’obiettivo di quanto votato dall’Eurocamera è aiutare l’industria siderurgica dell’Ue a contrastare gli effetti negativi sul mercato legati al commercio e derivanti dalla sovrapproduzione globale, sostituendo le attuali misure di salvaguardia in scadenza il 30 giugno.
Per limitare l’elusione dei provvedimenti da parte di aziende al di fuori dell’Unione europea attraverso trasformazioni minime dell’acciaio effettuate in Paesi terzi, il nuovo regolamento rafforza la tracciabilità.
Nel testo viene infatti introdotto il “principio di fusione e colata”, secondo cui l’origine dell’acciaio è determinata dal luogo in cui viene inizialmente fuso e colato. La Commissione europea dovrà pertanto prendere in considerazione l’origine nel momento in cui assegna le quote di importazione.
Il nuovo regolamento dovrà ora essere formalmente approvato dal Consiglio europeo. Entrerà in vigore il primo luglio prossimo.
ESTERO / SVIZZERA
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