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Da una falsa notizia a una vera crisi migratoria

Ruolo chiave dei social. A Ceuta potrebbe non essere finita

Ats/Afp/Ansa/red

“Il confine a Ceuta è aperto”: la voce si è diffusa a macchia d’olio alla fine di luglio sui social media e ha spinto circa 72mila migranti provenienti dal Marocco a tentare di entrare con la forza, a volte a rischio della propria vita, nell’enclave spagnola. La notizia (falsa) faceva riferimento a una recente decisione della Corte Suprema spagnola secondo cui l’espulsione immediata di un migrante non si sarebbe applicata alle persone giunte via mare. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez aveva a sua volta denunciato una voce diffusa «dalle mafie dei trafficanti di esseri umani», con un’interpretazione disonesta di tale decisione giudiziaria.

In totale, alla fine di luglio, in pochi giorni 72mila migranti sono entrati illegalmente nell’enclave, una cifra record in così poco tempo; secondo il Ministero dell’interno di Madrid, 70mila di loro sono nel frattempo rientrati in Marocco (stando al sindaco-presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas Lara, sarebbero invece 3-5mila le persone tuttora presenti sul territorio dell’enclave). Almeno 80 persone sono morte, principalmente annegate, secondo l’Istituto di Medicina Legale della città autonoma. Sul versante marocchino del confine, le autorità di Rabat hanno riferito che 11 persone hanno perso la vita. Secondo un rapporto pubblicato da Chema Gil, analista in materia di sicurezza e ricercatore presso l’Università di Murcia, una campagna online che ha registrato «11 milioni di visualizzazioni» è all’origine di questa crisi migratoria senza precedenti nella storia recente di Ceuta.

Partendo dal presupposto che i migranti non sarebbero più stati rimpatriati in Africa una volta giunti a Ceuta via mare, i messaggi «sono stati diffusi da account non identificabili e praticamente privi di interazioni, il che solleva interrogativi sul possibile ricorso ad algoritmi di diffusione di massa» (bot), concorda Mohamed Benaissa, presidente dell’Ong marocchina Osservatorio del Nord per i Diritti Umani. Parallelamente, un’indagine di intelligence basata su fonti aperte condotta dalla società Golden Owl ha concluso “con un elevato livello di certezza” che questo afflusso massiccio sia stato “un’operazione organizzata deliberatamente”. “C’erano indizi (sui social network) che ciò sarebbe accaduto”, assicura all’Afp Marcelino Madrigal, esperto di web e sicurezza. Secondo lui, “le voci, i messaggi e i gruppi che hanno dato origine a questa crisi” sono apparsi principalmente su Facebook e WhatsApp, pur ammettendo che è impossibile, allo stato attuale e con così poco tempo a disposizione, determinare “chi o cosa abbia dato il via a tutto questo”.

Replica non esclusa

“Tutto questo non è ancora finito”, avverte sempre Madrigal, riferendosi alle nuove pubblicazioni sui social network che annunciano potenziali nuovi arrivi di massa nel mese di agosto. L’esperto punta il dito direttamente contro il ruolo delle piattaforme che, secondo lui, non hanno smentito le false informazioni sull’argomento, né rimosso tali post errati. Ciò lo porta a ritenere che sia “molto probabile” che un’altra crisi migratoria di questo tipo si ripeta, a Ceuta o “altrove nel mondo”.

“Chavales [ragazzi, ndr], è vero che il 15 agosto la frontiera sarà aperta?”, “da qui attraverseremo, non è profondo”. Da giorni questi messaggi si rincorrono su Fb, TikTok, Instagram e gruppi di WhatsApp, con mappe, punti di ritrovo, vendite di mute da sub e indicazioni su come raggiungere la spiaggia di Fnideq, la vecchia Castillejos alle porte di Ceuta. Ma quella del 15 agosto potrebbe essere soltanto una data civetta. Per gli 007 spagnoli del Centro nazionale d’intelligence, che da giorni monitorano i ‘social’, il tamtam è “pienamente credibile”.

Non è d’altronde la prima volta che i social media hanno svolto un ruolo di catalizzatore, incoraggiando i migranti a tentare di raggiungere illegalmente Ceuta dal Marocco. Nel 2024 si era verificato un caso simile e più di 150 persone erano state perseguite dalla giustizia marocchina per istigazione all’immigrazione clandestina.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-08-07T07:00:00.0000000Z

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