Scozia, Nord Irlanda e Galles: ‘Basta Uk’
“Il tempo di Westminster sta per finire”. È il monito lanciato dai capi dei governi locali di Scozia, Irlanda del Nord e Galles che in un vertice a Cardiff hanno siglato un memorandum di sfida alle istituzioni centrali britanniche, invocando “il diritto all’autodeterminazione” sulla base di futuri referendum o altri strumenti legislativi per l’uscita dei rispettivi territori dal Regno Unito.
I First Minister delle tre nazioni che insieme all’Inghilterra formano il Paese, lo scozzese John Swinney, il gallese Rhun ap Iorwerth, e la nordirlandese Michelle O’Neill, tutti e tre per la prima volta di orientamento indipendentista, hanno messo così nero su bianco i loro propositi. “Nessun governo di Westminster ha diritto di bloccare la democrazia o di minare il principio secondo cui i nostri popoli dovranno decidere del loro futuro”, si legge nel documento, che punta a prendere le distanze da Londra.
Viene dichiarato che l’avvenire dei tre territori è “dentro l’Unione Europea”, da cui il Regno è uscito con il referendum sulla Brexit del 2016 grazie al voto favorevole della maggioranza degli inglesi (che rappresentano da soli oltre l’80% della popolazione dell’intero Paese) e di una maggioranza più risicata di gallesi, ma solo di una minoranza di scozzesi e nordirlandesi.
L’intenzione comune del vertice ‘celtico’ è quella di cambiare le regole attualmente in vigore nel Paese, che non permettono la convocazione di referendum o altre forme di iter secessionisti senza il placet di Londra e del governo britannico, che provano a spegnere il fuoco, promettendo più autonomia senza però concedere strappi.
ESTERO
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2026-09-15T07:00:00.0000000Z
2026-09-15T07:00:00.0000000Z
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