Venerdì non così cupo
Prima le Borse asiatiche poi le europee accusano il colpo del crollo registrato giovedì dagli indici di Wall Street sulla scia dei timori di una stretta sugli investimenti e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale dopo la sconfitta di Donald Trump alle elezioni di midterm. C’è ormai l’idea che in Stati come il Texas la vittoria dei Democratici possa fermare la proliferazione dei data center.
In quello che si temeva potesse diventare a tutti gli effetti un venerdì nero, Wall Street ha tuttavia riaperto col segno positivo nonostante i dati migliori delle attese sul mercato del lavoro abbiano rafforzato le attese su un rialzo dei tassi alla riunione della Fed di fine anno. L’andamento in crescita dei listini americani con un recupero soprattutto dei tecnologici del Nasdaq, in serata non è tuttavia bastato a fare invertire la rotta agli indici del Vecchio Continente.
L’effetto domino del calo dei chip americani, il peggiore dal 2020, e i 3’200 miliardi di dollari bruciati alla vigilia da Wall Street, ha piegato in prima battuta l’Asia dove Tokyo ha fatto uno scivolone del 5,96% e Seul è tracollata di oltre il 6 per cento. Partite male, le Borse europee sono riuscite a ridurre le perdite nell’ultima parte della seduta. A fine giornata il bilancio è stato comunque in rosso. Francoforte, la peggiore, ha perso l’1,92%, Zurigo l’1,14% Londra l’1% e Parigi lo 0,81%. Milano non ha fatto meglio: il Ftse Mib ha ceduto lo 0,9%.
Un po’ ovunque in Europa le vendite hanno colpito tutti i settori, a parte tecnologici e semiconduttori. A essere presi di mira sono stati soprattutto i titoli finanziari spesso indifferenti alle buone trimestrali. A Milano il titolo migliore è stato il ‘petrolifero’ Tenaris (+3,26%), insieme al cementiero Buzzi (+1,75%), male invece Nexi (-3,64%), Banco Bpm (-3,17%) e Bper (2,7%). Il petrolio in debole flessione e il gas in caduta ad Amsterdam (Ttf -5,5%) hanno rispecchiato un cauto ottimismo sul fatto che una pace fra Usa e Iran possa essere trovata.
Su un altro fronte i mercati hanno invece preso atto ancora una volta del buono stato di salute dell’economia americana. I 165mila posti di lavoro creati a ottobre e la disoccupazione scesa al 4,1%, entrambi sopra le stime, hanno contribuito a far salire i rendimenti dei Treasuries per le attese di un aumento dei tassi. Diverso l’andamento dei titoli di Stato europei: lo spread Btp-Bund è sceso a 107,4 punti.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-11-07T07:00:00.0000000Z
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