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Parmelin e Von der Leyen tessono le lodi del ‘pacchetto’

Lunedì la firma a Bruxelles, presto il via all’iter legislativo

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno firmato lunedì a Bruxelles il pacchetto di accordi tra la Svizzera e l’Unione europea (Ue). “È un momento importante per le relazioni bilaterali”, ha dichiarato il consigliere federale. Di “giorno fondamentale” ha parlato in una conferenza stampa congiunta Von der Leyen. Gli accordi sono equilibrati, pragmatici e porteranno benefici reciproci, le ha fatto eco Parmelin.

Per la cerimonia di firma, la presidente della Commissione europea ha ricevuto il presidente della Confederazione a Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea. In totale sono stati firmati 18 atti giuridici: 17 accordi e una dichiarazione congiunta. Gli accordi miglioreranno la vita quotidiana delle persone, ha evidenziato la politica tedesca: 1,5 milioni di cittadini dell’Ue vivono in Svizzera e 400mila cittadini svizzeri vivono nell’Ue. Inoltre, centinaia di migliaia di persone attraversano ogni giorno la frontiera comune. La Svizzera e l’Ue sono “vicini geografici, ma partner per convinzione”, ha aggiunto Von der Leyen.

‘Fiducia ristabilita’

Si tratta del secondo tentativo di stabilizzare le relazioni. Tra il 2014 e il 2021 erano state condotte discussioni per un accordo quadro istituzionale, ma le parti non erano riuscite a trovare un accordo. Nell’aprile 2021, Parmelin – anche allora nelle vesti di presidente della Confederazione – si era recato a Bruxelles da Von der Leyen e insieme avevano constatato divergenze significative. Il mese successivo il Consiglio federale aveva quindi interrotto i negoziati, cosa che aveva peggiorato i rapporti.

“La fiducia reciproca è stata ristabilita”, ha dichiarato il presidente della Confederazione, sottolineando di essersi recato a Bruxelles come rappresentante del Consiglio federale. Il suo partito, l’Udc, considera gli accordi negoziati un “trattato di sottomissione”. Il pacchetto è stato negoziato da marzo a dicembre 2024 tra Berna e Bruxelles. Può essere considerato come una continuazione degli accordi bilaterali esistenti noti come Bilaterali I e II ed è definito dal Consiglio federale anche come ‘Bilaterali III’.

Da un lato, gli accordi esistenti nei settori del trasporto aereo e terrestre, del commercio di prodotti alimentari, del riconoscimento reciproco delle valutazioni di conformità (Mutual Recognition Agreement, Mra) e della libera circolazione delle persone saranno aggiornati. Inoltre nei testi contrattuali vengono regolamentati periodici pagamenti di coesione della Svizzera a determinati Stati membri dell’Ue. Dall’altro lato, il pacchetto prevede nuovi accordi nei settori dell’energia elettrica, della sanità e della sicurezza alimentare. È inoltre prevista l’istituzione di un dialogo ad alto livello tra la Svizzera e l’Ue.

Un percorso ancora lungo

In alcuni accordi viene inoltre disciplinato il cosiddetto “recepimento dinamico” che dovrebbe garantire la validità degli accordi anche in caso di evoluzione normativa. È previsto anche un meccanismo di risoluzione delle controversie. In caso di disaccordo non risolvibile in un comitato misto, potrà essere adito un tribunale arbitrale. La sua decisione sarà giuridicamente vincolante. Per le questioni relative all’interpretazione del diritto dell’Ue, il tribunale arbitrale deve consultare la Corte di giustizia dell’Ue.

“La firma non è la fine del percorso”, ha aggiunto Guy Parmelin. Il Consiglio federale trasmetterà presto il suo messaggio concernente il pacchetto ‘stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-Ue’ al Parlamento. Dopo la consultazione parlamentare, c’è la possibilità di un referendum e di una votazione popolare, nel 2027 o l’anno successivo.

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2026-03-03T08:00:00.0000000Z

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