Liceali dislessici lasciati a bocca asciutta
Durante le sessioni delle Camere federali, il martedì a Berna è dedicato per metà (il pomeriggio) alle riunioni dei gruppi parlamentari. L’altra metà della giornata il Nazionale l’ha passata ieri a esaminare il pacchetto di sgravio 2027 della Confederazione. Ha fatto in tempo solo a votare l’entrata in materia. Il lungo dibattito sulla sessantina di misure previste prosegue oggi, fino a sera. Di seguito, le principali decisioni prese ieri nei due rami del Parlamento.
Dislessia Diversamente dal Nazionale, il Consiglio degli Stati non vuole obbligare i Cantoni ad adottare misure affinché i liceali dislessici e che presentano disturbi dell’apprendimento possano avvalersi del computer e di appositi software durante le lezioni. Stando alla maggioranza, bastano le direttive in materia emanate dalla Commissione svizzera di maturità. La mozione del consigliere nazionale Sidney Kamerzin (Centro/Vs) – respinta per 21 voti a 19 e tre astensioni – mirava a colmare una ‘lacuna’ nel percorso scolastico. Le persone affette da disturbi dell’apprendimento in senso lato (dislessia, disortografia, disfasia ecc.) possono ricorrere a mezzi ausiliari o a un’assistenza specifica durante la scuola dell’obbligo e anche all’università, ma non a livello liceale. Questa situazione porta a disparità da un cantone all’altro, hanno fatto notare Fabien Fivaz (Verdi/Ne) e Pascal Broulis (Plr/Vd), secondo cui simili disturbi riguardano dal 10 al 15% della popolazione.
Acquisti online Giro di vite sugli acquisti online di merci di dubbia provenienza. Il Consiglio degli Stati ha approvato due mozioni (non ancora trattate dal Nazionale) che chiedono maggiori verifiche e trasparenza in merito ai prodotti facilmente reperibili in rete. La prima, di Fabio Regazzi (Centro), chiede di intensificare i controlli sui pacchi di piccole dimensioni provenienti dall’Asia. È stata accolta con 37 voti a 1. Obiettivo: migliorare la sicurezza, garantire il rispetto degli standard minimi svizzeri e porre fine alla concorrenza sleale che penalizza le piccole e medie imprese elvetiche. Approvata poi all’unanimità una mozione di Benedikt Würth (Centro/Sg) che va nella stessa direzione. Chiede una base giuridica per obbligare le piattaforme di commercio online estere come Temu e Shein a etichettare in modo chiaro e inequivocabile sui loro siti tutti i prodotti che non possono essere immessi sul mercato svizzero, per questioni di sicurezza, protezione del marchio, dell’ambiente o di altri requisiti legali.
Criminalità Via libera dagli Stati (23 voti a 16) a un’iniziativa parlamentare del Nazionale che chiede di fare in modo che nei comunicati di polizia vengano menzionati età, sesso e nazionalità degli autori dei reati, degli indiziati e delle vittime, salvo che vi si oppongano motivi di protezione della personalità o che tali dati aiutino a identificare persone. Il Nazionale può ora elaborare un progetto di legge.
SVIZZERA
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2026-03-04T08:00:00.0000000Z
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