Al Nazionale balla male anche il controprogetto
Il Consiglio nazionale ha avviato mercoledì sera il dibattito maratona sull’iniziativa popolare riguardante la neutralità, che proseguirà oggi e la prossima settimana (sono più di 80 i deputati che si sono iscritti sulla lista degli oratori). Né la proposta di modifica costituzionale né l’opzione controprogetto diretto hanno incontrato i favori della maggioranza.
L’iniziativa, lanciata da Pro Svizzera e da membri dell’Udc, mira a rendere più restrittivo il concetto di neutralità, facendo in modo che il Paese non aderisca ad alcuna alleanza militare né adotti sanzioni contro uno Stato belligerante, tranne quelle decise dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. I ‘senatori’ hanno respinto il testo già la scorsa estate, presentando però un controprogetto diretto, con l’obiettivo di inserire la neutralità nella Costituzione, pur preservando la prassi attuale in materia di sanzioni.
Per la maggioranza, allontanarsi dalla consolidata prassi della neutralità non è opportuno. Esponenti di tutti i partiti tranne l’Udc hanno messo in guardia contro l’autoisolamento e dai rischi per la sicurezza. La neutralità, hanno sostenuto, non è un fine in sé, ma uno strumento politico. Poco credito viene dato anche al controprogetto diretto voluto dai ‘senatori’. L’Udc lo ritiene troppo vago e preferisce l’originale, ha dichiarato il sangallese Roland Rino Büchel. Ps, Plr, Verdi e Verdi liberali respingono un nuovo articolo costituzionale sulla neutralità, non ritenendolo necessario.
SVIZZERA
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2026-03-05T08:00:00.0000000Z
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