Letture divergenti del boom dell’export
Benché rappresentino una quota infima (0,21%) delle merci esportate dalla Svizzera, le esportazioni di materiale bellico hanno registrato un forte aumento lo scorso anno. Stando ai dati pubblicati martedì dalla Segreteria di Stato dell’economia, le imprese elvetiche hanno inviato a 64 Paesi armamenti per un totale di 948,2 milioni di franchi: l’incremento è di quasi il 43% rispetto al 2024. Principale acquirente è stata la Germania (386,4 milioni), seguita da Stati Uniti (94,2), Ungheria (63,4) e Italia (62,2). Sempre nel 2025, la Svizzera ha autorizzato anche l’esportazione di beni a duplice impiego (utilizzabili a fini civili e militari) per complessivi 30,2 milioni di franchi (2024: 73,6 milioni). La ripresa dell’export di materiale bellico nel 2025 dà un’immagine fuorviante, secondo le industrie svizzere dell’armamento: gli ordini sarebbero in realtà in calo dal 2022. Per il Gruppo per una Svizzera senza esercito, invece, i dati “smentiscono il presunto naufragio dell’industria degli armamenti ripetuto all’infinito dalla destra borghese”.
SVIZZERA
it-ch
2026-03-11T07:00:00.0000000Z
2026-03-11T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281552297362329
Regiopress SA