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Cura prescritta, rimborso negato

Dal 2022 è acquistabile in farmacia su ricetta medica, ma le casse malati spesso non coprono la spesa. ‘Mancano evidenze scientifiche’, ma c’è chi non ci sta

Di Giacomo Agosta

Un dolore cronico, il sollievo offerto dalla cannabis terapeutica e la difficoltà di accedere a questo rimedio nonostante una prescrizione medica. In Svizzera dal 2022 la cannabis può essere legalmente prescritta e, ricetta alla mano, acquistata in farmacia. Ottenere il rimborso dalla cassa malati, però, si rivela spesso complicato. Molto complicato. Un problema economico non indifferente per chi deve convivere ogni giorno con la necessità di alleviare la sofferenza. «Ho dolori quotidiani, anche molto forti, ma grazie alla cannabis riesco a migliorare la mia qualità di vita», racconta Gennaro Ausiello, 44 anni e una malattia neurologica riconosciuta. «La mia cassa malati ha rifiutato il rimborso di quello che per me è un medicamento. Ho la prescrizione del medico perché con l’assunzione regolare di cannabis ottengo un beneficio concreto per la mia malattia». Un disturbo cronico che obbliga a ricorrere quotidianamente a cure. E qui il problema diventa economico. «Assumere cannabis ogni giorno, come per qualsiasi altra terapia cronica, obbliga a una spesa regolare di diverse centinaia di franchi. Non ho i mezzi per sostenerla ed è umiliante», dice Ausiello. «Così si crea una medicina a due velocità. Chi dispone delle risorse economiche può accedere alla cannabis medica e spesso ottiene benefici significativi come la riduzione del dolore o il miglioramento del sonno. Chi invece, come me, non ha questa possibilità resta indietro e convive col dolore cronico. Una condizione che logora».

Ma perché non ricorrere a farmaci tradizionali riconosciuti dalla cassa malati? «Non è evidente trovare la medicina giusta», risponde Ausiello. «Non è scontato che i farmaci tradizionali abbiano l’effetto sperato e in alcuni casi, come il mio, comportano effetti collaterali pesanti. Ci vorrebbe – afferma il 44enne –un approccio caso per caso. Bisognerebbe valutare quale cura offra il miglior beneficio e poi seguire quella via».

Cosa risponde l’assicuratore

Alla cassa malati Ausiello ha fornito anche un rapporto del suo medico, che motiva la prescrizione dei fiori di cannabis. L’assicuratore, però, ha risposto negativamente. “Le prestazioni dell’assicurazione obbligatoria delle cure medicosanitarie sono assunte solo se soddisfano i criteri stabiliti dall’articolo 32 della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal). Ciò significa che un trattamento deve essere efficace, appropriato ed economico”, si legge nella risposta. “L’assicurazione malattia obbligatoria assume soltanto i costi dei farmaci che figurano nell’elenco delle specialità redatto dall’Ufficio federale della sanità pubblica, nonché i preparati magistrali il cui principio attivo principale figura nell’elenco dei medicinali con tariffa”. Ecco quindi la decisione: “Sulla base delle informazioni di cui dispone il nostro servizio medico, l’efficacia dei fiori di cannabis non è stata sufficientemente dimostrata da studi. Inoltre, questa sostanza non figura nell’elenco dei medicinali con tariffa”.

Nasce un’associazione

Ausiello però non ci sta e ha deciso di fondare un’associazione per dare voce ai pazienti che rivendicano il diritto e l’utilità della cannabis terapeutica. «In Svizzera CanMed è una realtà consolidata, ora vogliamo portare questa associazione anche in Ticino e sollevare il problema della cannabis terapeutica». Con una precisazione importante: «Ci occupiamo solo di cannabis a scopo medico, come cura. Gli usi ricreativi sono un altro tema che non ci interessa». CanMed Ticino - Associazione cannabis medica Ticino si occuperà quindi della promozione e della messa in rete dei pazienti presenti sul territorio. Associazione che ha anche pubblicato una serie di raccomandazioni per il trattamento con medicamenti a base di cannabis pubblicati anche dall’Ufficio federale di sanità pubblica. «L’unica indicazione riconosciuta per il rimborso è uno spray oromucosale, il nabiximols o Sativex, e solo per il trattamento della spasticità grave nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Per tutti gli altri farmaci di questo tipo che vengono prescritti, come oli o tinture, l’assicurazione può negare il rimborso. Stessa cosa anche per quanto riguarda lo spray riconosciuto che però viene prescritto per trattare altre patologie». La motivazione principale fornita dalle casse malati, spiega Broers, è la mancanza di evidenze scientifiche e l’assenza di questi farmaci dal Compendio svizzero. Una soluzione per ottenere il rimborso però c’è: «Alcune assicurazioni – spiega la professoressa – rimborsano il farmaco se il medico curante riesce a convincere il ‘consiglio medico’ della cassa malati che la sua somministrazione comporta un grande beneficio per il paziente, ad esempio con una riduzione delle visite mediche e dell’uso di altri medicamenti, garantendo un reale rapporto costi-benefici. Ma non è una procedura sistematica e per il medico che prescrive il farmaco è sempre molto impegnativo spiegare la situazione».

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2026-03-31T07:00:00.0000000Z

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