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Warsh promette: ‘Non sarò il burattino di Trump’

Kevin Warsh assicura: non sarà un “burattino” a disposizione di Donald Trump, da cui è stato designato alla guida della Federal Reserve del dopo Jerome Powell: rivendica, al contrario, un’autonomia e un’indipendenza sulla politica monetaria, essenziali per assicurare “la credibilità” della più importante banca centrale del pianeta.

Sotto un presidente diverso, Warsh avrebbe superato l’udienza di conferma della Commissione bancaria del Senato senza difficoltà. Nel 2006, strappò l’unanimità come governatore, ottenendo il sostegno ad appena 35 anni anche di senatori che siedono ancora oggi nella stessa Commissione. Nell’occasione fu persino presentato dal senatore Chuck Schumer, oggi leader democratico al Senato, che elogiò il sostegno di Warsh all’indipendenza della Fed. Il presidente designato ha assicurato che non accetterebbe ordini da Trump in materia di politica monetaria e di non aver mai ricevuto richieste per abbassare i tassi d’interesse. “Nel corso delle nostre conversazioni, il presidente non mi ha mai chiesto di predeterminare, impegnarmi, stabilire o decidere alcunché in merito ai tassi d’interesse. Né io accetterei mai di farlo”, ha replicato alle domande dei senatori, pur dicendosi “onorato che il presidente mi abbia candidato per questa posizione e agirò in modo indipendente, qualora venissi confermato”.

Poco prima, in un’intervista alla Cnbc, Trump ha ammesso che rimarrebbe “deluso” se una Fed guidata da Warsh non provvedesse ad abbassare i tassi d’interesse, motivo di forte contrasto con Powell, verso cui l’inquilino della Casa Bianca ha lanciato i suoi strali e ha appoggiato un’indagine penale ai suoi danni per i costi di ristrutturazione della sede della Fed, andati ben oltre il budget iniziale.

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2026-04-22T07:00:00.0000000Z

2026-04-22T07:00:00.0000000Z

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