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‘Pulizia etnica in Kosovo se fossi stata Milosevic’

Le parole shock della ministra serba Paunovic

Ansa/red

“Se fossi stata Slobodan Milosevic, avrei compiuto una pulizia etnica in Kosovo nel 1998”. La frase shock pronunciata da una ministra del governo della Serbia ha provocato un’ondata di sdegno in Kosovo e in Europa, ma anche nella stessa Serbia fra gli oppositori e nella società civile. E ha creato non poco imbarazzo nello stesso governo di Belgrado, colpendo come una clava uno dei nervi più sensibili nelle complicate e delicate vicende balcaniche. Le controverse dichiarazioni sono state rese alla Tv filogovernativa Kurir dalla ministra alla Pubblica amministrazione, Snezana Paunovic, nata in Kosovo da famiglia serba ed esponente di spicco del nazionalista Partito Socialista di Serbia (Sps), quello che fu dello stesso Milosevic e che oggi è un partito minore alleato di governo del Partito Progressista Serbo (Sns) di Aleksandar Vucic. Paunovic ha sostenuto che avrebbe costretto a lasciare il Kosovo “chiunque non si sentisse cittadino della (allora) Repubblica Federale di Jugoslavia”, aggiungendo che quanti avessero scelto “azioni terroristiche” avrebbero dovuto essere “eliminati nel modo in cui vengono normalmente trattati i terroristi”.

Pristina reagisce

Le dichiarazioni, condannate dai media indipendenti serbi, ma sminuite su quelli filogovernativi, hanno provocato una dura reazione a Pristina. Il ministro per la Famiglia e i Valori della Guerra, Andin Hoti, ha affermato che quelle parole dimostrano come “la Serbia non si sia ancora liberata dell’ideologia genocida di Milosevic”, definendole una minaccia non solo per il Kosovo ma per la stabilità dell’intera regione. Condanne sono arrivate anche dall’opposizione serba: il Movimento dei Cittadini Liberi (Psg) ha chiesto l’immediato licenziamento della ministra, mentre partiti della sinistra e movimenti pro-europei l’hanno accusata di legittimare i crimini di guerra e di compromettere il percorso eu

ropeo della Serbia. Nella coalizione di governo c’è ora imbarazzo, perché le intemperanze di Paunovic rischiano di complicare il dialogo con Pristina e i rapporti con l’Europa.

La guerra del Kosovo, tra il 1998 e il 1999, causò circa 13’000 vittime, oltre un milione di sfollati e migliaia di dispersi. Dopo la campagna aerea della Nato e il ritiro delle forze jugoslave, il Kosovo ha proclamato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008. Questa è riconosciuta da oltre 100 Paesi, con eccezioni però anche fra Paesi europei come Spagna, Grecia e Romania, ed è ferocemente osteggiata da Belgrado, che ne fa una questione fondamentale e irrinunciabile: un ostacolo sempre presente sul percorso europeo della Serbia.

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2026-07-15T07:00:00.0000000Z

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