laRegione

Trump contro il freno all’IA: ‘Forze negative in azione’

Il presidente Usa liquida le preoccupazioni degli esperti

Ansa/red

Donald Trump liquida l’idea di un freno all’intelligenza artificiale. “Possiamo introdurre delle misure di salvaguardia, possiamo fare questo e quello, ma credo che ci siano molte forze negative a sollevare la questione, tirando in ballo questioni che non accadranno”, ha detto il tycoon, facendo cadere nel vuoto l’ultimo allarme di Dario Amodei di Anthropic sull’IA: si sta sviluppando a un ritmo “esponenziale” e, senza un rallentamento, nel giro di 6-12 mesi, potrebbe essere in grado di guidare uno sciame di agenti capaci di prendere il controllo dell’intera Internet. Uno scenario da Matrix a cui il presidente americano, dal suo golf club irlandese di Doonbeg, ha replicato che gli Usa sono “in vantaggio rispetto alla Cina nell’IA. Siamo il Paese più avanzato al mondo. E francamente, voglio che resti così, perché chi vince la sfida dell’IA, vince tutto”, ha aggiunto Trump.

La corsa per la supremazia

Dunque, la corsa per la supremazia tecnologica, a partire dall’IA, non ammette pause nell’aspro confronto con il Dragone. Eppure, appena sabato, Amodei ha lanciato sul suo blog l’appello per “rallentare” a livello globale il ritmo di sviluppo dei modelli più avanzati dell’IA per motivi di sicurezza: “I progressi sembreranno comunque rapidi e dovremo fare un uso saggio del tempo che guadagneremo”, ha scritto. La proposta ha trovato l’immediato sostegno di due protagonisti indiscussi in America del settore: Elon Musk (SpaceX che controlla xAI) e Sam Altman di OpenAI. Che ha annunciato il rinvio al 2027 della maxi Ipo della sua azienda a Wall Street: “Ci concentreremo sulla sicurezza. Non sarebbe il momento opportuno per quotarsi in Borsa”. Anthropic ha rimarcato pochi giorni fa, in un lungo rapporto, i rischi di utilizzo improprio dei suoi modelli, tra cui quello dell’Iran, impegnato nella guerra contro gli Stati Uniti.

Il Congresso americano, dal canto suo, è diviso su come affinare le misure di sicurezza: molti repubblicani condividono le preoccupazioni di Trump sui progressi di Pechino. “Non possiamo imporre una moratoria, perché la Cina ci supererebbe, ed è proprio questa la sfida”, ha commentato lo speaker repubblicano della Camera, Mike Johnson. “Si tratta di bilanciare la sicurezza nazionale con l’esigenza immediata di garantire che i modelli siano sicuri”, ha aggiunto Johnson alla Cnn, anticipando che incontrerà Amodei, Musk e Altman già lunedì, se possibile. “Dobbiamo riunire tutti. Ne ho parlato anche con il presidente. Probabilmente dovrebbero essere tutti convocati insieme alla Casa Bianca”, ha concluso.

ESTERO / SVIZZERA

it-ch

2026-09-14T07:00:00.0000000Z

2026-09-14T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281552297752004

Regiopress SA