È una donna romanda la prima a farsi avanti
Céline Amaudruz ufficializza la sua candidatura. Dovrà superare lo scetticismo dei colleghi tedescofoni. Altri esponenti dell’Udc meditano il passo
Ats/sg
È la prima candidatura ufficiale alla poltrona che Guy Parmelin (Udc) lascerà libera a fine anno: la consigliera nazionale ginevrina Céline Amaudruz, una carriera nel mondo della finanza, ha annunciato giovedì di voler succedere in Consiglio federale al viticoltore vodese, l’amico (si sentono ogni giorno al telefono, ha detto di recente al ‘Tages-Anzeiger’) che aveva contribuito a far eleggere a sorpresa in governo nel dicembre 2015. La 47enne dovrà ora convincere soprattutto i rappresentanti della Svizzera tedesca del suo partito, per lo più riluttanti a considerare prioritaria la candidatura di un (o di una) esponente proveniente dalla Svizzera francese.
La sua è una decisione «frutto di una matura riflessione», presa «dopo averne discusso con mio marito, i miei cari e i responsabili del mio partito», ha affermato in una conferenza stampa a Ginevra la politica democentrista, dal 2011 in Consiglio nazionale e dal 2016 vicepresidente dell’Udc Svizzera. La rinuncia di una delle favorite, la consigliera agli Stati Esther Friedli (Udc/Sg), non ha avuto alcun peso.
Attaccata da Roger Köppel
«Poiché ho la Svizzera nel cuore e gli svizzeri nel cuore, sono pronta ad assumermi questa responsabilità al servizio del Paese», ha affermato ancora la ginevrina, che si è espressa in quattro lingue. Regolarmente citata tra i possibili candidati, è una delle poche personalità romande di spicco all’interno del primo partito del Paese. Sia Amaudruz che Friedli, così come la consigliera di Stato zurighese Natalie Rickli, sono state indicate dallo stesso Guy Parmelin come possibili ‘papabili’. Nel 2022 la ginevrina aveva rinunciato a candidarsi alla successione di Ueli Maurer. Se ora venisse eletta, sarebbe la prima donna dell’Udc in Consiglio federale. Non ha nascosto che ci sono dei dipartimenti che le sono più congeniali, ma si dice pronta ad assumere qualsiasi funzione le verrà attribuita. «Sono candidata al Consiglio federale, non a un dipartimento in particolare».
La sua candidatura però non riscuote un consenso unanime in seno all’Udc. Negli scorsi giorni l’ex consigliere nazionale e caporedattore della ‘Weltwoche’ Roger Köppel ha definito Amaudruz un «peso piuma», politicamente parlando. La sua candidatura sarebbe una «scelta completamente sbagliata». Non è l’unico nel partito a pensarla in questo modo.
Lei si è detta sorpresa per questi attacchi, che si è rifiutata di commentare. Ha preferito invece ricordare la sua pluriennale attività come vicepresidente del partito nazionale e la sua esperienza come presidente di una commissione parlamentare. Difende da anni i valori dell’Udc, ha sottolineato. È vero che su alcune questioni di società, come il matrimonio per tutti, la parità salariale o il congedo paternità, si è smarcata dalla linea del partito. Ma sulle questioni politiche centrali (immigrazione, asilo, sicurezza, Bilaterali III), Amaudruz si considera perfettamente allineata. In risposta alle domande sui suoi legami con la piazza finanziaria, ha assicurato di non essere una lobbista, nemmeno per il direttore generale dell’Ubs Sergio Ermotti.
Una mamma pronta a governare
Secondo Amaudruz, per il principale partito svizzero sarebbe un problema non essere più rappresentato in futuro nel Consiglio federale da un francofono. «Deve esserci una romanda o un romando sul ticket», ha affermato. Lei intende rappresentare gli interessi dell’intera Svizzera, ma «con un tocco romando». Tra le questioni che le stanno a cuore ha citato la mobilità, la disoccupazione e la criminalità nelle regioni di confine. Rivolgendosi ai suoi colleghi di partito della Svizzera tedesca, ha sottolineato: «Difendiamo gli stessi valori».
La 47enne si è mostrata irritata dal dibattito pubblico – innescato da articoli apparsi su giornali svizzerotedeschi – attorno alla possibilità di conciliare il suo ruolo di madre (è mamma di due bambine di un anno e di tre anni) con quello eventuale di consigliera federale. Ritiene sconcertante che nel 21esimo secolo si ponga ancora una domanda del genere. «Quale messaggio trasmettiamo così alle donne?», ha chiesto. «A un uomo questa domanda non viene posta». Sarebbe orgogliosa di essere un modello per le donne che desiderano assumersi responsabilità professionali. Proprio ieri, l’organizzazione mantello delle donne Alliance F ha chiesto all’Udc di sottoporre all’Assemblea federale un ticket femminile al 100%.
Diversi nomi in ballo
Amaudruz aveva fatto scalpore nel dicembre del 2016. Fermata mentre guidava in stato di ebbrezza, aveva ammesso di aver chiamato l’amico Guy Parmelin, eletto un anno prima in governo. Il quotidiano ‘Le Temps’ aveva poi riferito che lei avrebbe voluto che il consigliere federale parlasse con uno dei poliziotti. La ginevrina era stata condannata a una pena pecuniaria con la condizionale.
Il termine per presentare le candidature scade tra una settimana, precisamente venerdì 23 ottobre a mezzogiorno. Il gruppo parlamentare dell’Udc deciderà il 20 novembre. Il suo presidente Thomas Aeschi si è espresso a favore di un ticket con almeno due candidati. L’Assemblea federale eleggerà il successore di Parmelin mercoledì 9 dicembre, durante la seconda settimana della sessione invernale. Intanto altri politici democentristi ci stanno pensando. Tra i nomi spesso citati dai media, quelli dei consiglieri nazionali Yvan Pahud (Vd), Nicolas Kolly (Fr), Pascal Schmid (Tg) e Franz Grüter (Lu). Anche i consiglieri di Stato Natalie Rickli (Zh), Pierre Alain Schnegg (Be), Franz Ruppen (Vs) e Jean-Pierre Gallati (Ag) potrebbero fare il passo.
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