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Il ‘protetto’ di Blocher non vuole diventare consigliere federale

La carica ‘stravolge la vita’, dice ‘Mister asilo’ dell’Udc

Ats/red

Il consigliere nazionale dell’Udc Pascal Schmid (Tg) – considerato dai media come il ‘favorito’ di Christoph Blocher – non ambisce a succedere a Guy Parmelin in Consiglio federale. Il 50enne, ‘Mister asilo’ del partito, ha fatto sapere martedì in un’intervista alle testate di Tamedia di volersi concentrare sulla sua candidatura al Consiglio degli Stati.

“Ho parlato con molte persone diverse a vari livelli e in diversi organi”. La carica di consigliere federale stravolge completamente la vita, ha proseguito Schmid, che da tre anni siede in Consiglio nazionale. Il turgoviese ha riflettuto a fondo e ha preso la decisione insieme alla moglie. Il deputato ha anche detto di essersi messo in proprio cinque anni fa come socio di uno studio legale. “Questa attività è molto importante per me, mi permette di stare a contatto con la gente”. Per questo motivo attualmente non è il momento per candidarsi al Consiglio federale, ha spiegato il 50enne a Keystone-Ats.

Il parlamento eleggerà il 9 dicembre il successore di Parmelin, che a inizio ottobre ha annunciato le sue dimissioni. Le sezioni cantonali del partito hanno tempo fino alle 12 di venerdì per inoltrare le loro candidature. Il gruppo parlamentare deciderà il 20 novembre chi figurerà sul ticket che verrà sottoposto all’Assemblea federale.

Anche Imark rinuncia

Finora l’unica ad aver manifestato il suo interesse per una candidatura è stata la consigliera nazionale ginevrina e vicepresidente dell’Udc Céline Amaudruz, che però è vista con una certa diffidenza ai piani alti del partito.

Sempre martedì, prima di Schmid, anche il consigliere nazionale solettese Christian Imark ha informato di non essere disponibile. Dalla ‘senatrice’ sangallese Esther Friedli alla consigliera di Stato zurighese Natalie Rickli, dalla consigliera nazionale Magdalena Martullo-Blocher al consigliere di Stato svittese André Rüegsegger, e così via: la lista di chi ha

rinunciato è già piuttosto nutrita. Non si sono ancora pronunciati, per contro, i consiglieri di Stato Pierre Alain Schnegg (Be), Jean-Pierre Gallati (Ag) e Franz Ruppen (Vs), così come i consiglieri nazionali Thomas Aeschi (Zg), Franz Grüter (Lu), Michael Graber (Vs), Thomas Matter (Zh), Nicolas Kolly (Fr) e Monika Rüegger (Ow).

Da segnalare infine che la consigliera agli Stati vallesana Marianne Maret (Centro) non intende sollecitare un terzo mandato alle elezioni federali del prossimo anno. Alla 68enne di Martigny – prima donna vallesana eletta alla Camera dei cantoni – potrebbe subentrare una vecchia conoscenza della politica federale: il 55enne consigliere di Stato ed ex presidente del Ppd (oggi Centro) Christophe Darbellay.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-10-21T07:00:00.0000000Z

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