Il tax free cresce ancora grazie ai clienti ticinesi
Un aumento del 6% trainato dalla grande distribuzione
Di Marco Marelli
A Como lo scorso anno, rispetto al 2024, la spesa tax free è cresciuta del 6%. Una velocità superiore rispetto alla media nazionale che è stata del 3%. Dietro a questa percentuale ci sono alcuni dati che contribuiscono a far comprendere l’importanza dello shopping della spesa per l’economia lariana: sono quasi 2 milioni i clienti extra Ue che, lo scorso anno, hanno evitato di pagare l’Iva. Non solo, il 50 per cento degli scontrini rilasciati in Lombardia è passato da Brogeda, tanto da creare difficoltà alla dogana commerciale. Insomma, risultati che consolidano il capoluogo lariano come principale centro del tax free in Lombardia, dopo Milano.
I volumi generati dagli shopper svizzeri rappresentano a Como il 61% del totale, lasciando il restante 39% a tutte le altre nazionalità extra Ue il cui tasso di crescita, tuttavia, è cinque volte superiore a quello degli svizzeri. E ciò lo si spiega con il fatto che sul lago di Como sono in costante aumento i turisti stranieri provenienti dai Paesi extra Ue, statunitensi e arabi in prima fila. Questi due distinti profili di clienti sono stati oggetto di focus dedicati da parte di Global Blue durante l’evento “Lo shopper internazionale a Como”. La clientela svizzera, come detto, guida il mercato tax free di Como. Il cliente svizzero destina il 67% della propria spesa nella grande distribuzione, ovverosia supermercati e centri commerciali. Insomma, sono i ticinesi a trainare il tax free lariano, riempiendo il carrello della spesa, grazie anche alla forza del franco svizzero, che raggela l’aumento dei prezzi. Considerando la forte incidenza della grande distribuzione nel mercato comasco (42%), lo studio Global Blue ha scelto di approfondire l’analisi del profilo dello shopper svizzero sugli acquisti nel solo mercato al dettaglio (abbigliamento, calzature, preziosi). In questo segmento, i volumi riferiti agli svizzeri passano dal 61% al 34%. Una presenza comunque significativa, soprattutto perché Como rappresenta la seconda destinazione italiana preferita dagli svizzeri dopo Milano. Proprio da Milano emerge un bacino di potenziali acquirenti che Como potrebbe attrarre ulteriormente: appena il 34% degli svizzeri acquista tra Milano e Como, mentre il 66% predilige effettuare acquisti esclusivamente nel capoluogo lombardo. Lo shopper di Como presenta un’età media superiore a quello di Milano. Tuttavia, registra una crescita più rapida della quota di shopper appartenenti alla Gen Z (+13% contro +9%). Rispetto al capoluogo, inoltre, Como riesce ad attrarre una quota analoga di turisti svizzeri con alto potenziale di spesa, ma questi incidono solo per il 45% sulla spesa totale, un dato significativamente inferiore rispetto al 73% di Milano dove a farla da padrone sono l’abbigliamento (56%) e le calzature (17%). A trainare la crescita di Como è l’insieme delle nazionalità extra Ue non elvetiche.
Nonostante quella svizzera sia la prima nazionalità per il mercato tax free di Como, l’aumento della spesa è guidato dagli shopper extra Ue non svizzeri. Infatti, questo specifico profilo ha registrato un incremento della spesa del +11%, con un contributo particolarmente significativo da parte degli americani (+15%, rappresentando il 31% del totale) e degli arabi (+14%, con il 17% del totale). I viaggiatori svizzeri e quelli provenienti dalle altre nazionalità extra Ue presentano quindi dinamiche differenti. I primi continuano a privilegiare la grande distribuzione. Al contrario, le altre nazionalità mostrano una crescente propensione all’acquisto a Como, orientandosi anche in segmenti con scontrini più elevati, come il lusso e l’orologeria/gioielleria. Infine, il report Global Blue evidenzia un aumento delle ricerche per Como e Bellagio, provenienti in particolare da turisti americani e britannici.
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2026-04-07T07:00:00.0000000Z
2026-04-07T07:00:00.0000000Z
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