Starmer si avvicina all’Ue per salvare la poltrona
La promessa di un più deciso riavvicinamento post-Brexit all’Ue, a 10 anni dal referendum del giugno 2016, per cercare di salvare una poltrona che ai più – salvo possibili proroghe di qualche mese – appare già perduta. È la carta che Keir Starmer si prepara a giocare dopo la batosta elettorale del Partito laburista alle elezioni amministrative del 7 maggio; mentre nelle file del Labour i venti di rivolta contro la sua leadership assumono contorni da ultimatum. Schiacciato da una disfatta di dimensioni storiche, segnata dal sorpasso come prima forza del Paese della destra anti-immigrazione di Reform Uk, guidata da Nigel Farage, come pure dall’ascesa a sinistra dei Verdi di Zack Polanski, il primo ministro laburista ha provato a reagire affidandosi alla nomina a consiglieri di due vecchie glorie quali l’ex premier Gordon Brown e l’ex ministra Harriet Harman. Figure stimate, ma certo non in grado di simboleggiare quel cambiamento che gli si chiede. Una debolezza percepita come irrimediabile da molti anche tra i laburisti, dove il dissenso non cessa di montare.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-05-11T07:00:00.0000000Z
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