‘Zero emissioni, obiettivo possibile anche senza nuove centrali’
L’Ethz: attenzione ai costi e al ruolo della Confederazione
Il dibattito sull’energia nucleare si arricchisce di nuovi dati: stando a uno studio pubblicato lunedì, nuove centrali atomiche potrebbero essere integrate in un sistema elettrico a emissioni nette zero, ma nelle condizioni attuali non sarebbero redditizie. Al lavoro di ricerca hanno preso parte il Politecnico di Zurigo (Ethz) e l’Istituto Paul Scherrer. Nella loro analisi gli esperti giungono a una chiara conclusione: nelle condizioni economiche attuali nuove centrali atomiche non sarebbero competitive, a meno che non venissero sostenute dallo Stato. Secondo i ricercatori, la Svizzera può raggiungere il proprio obiettivo di zero emissioni nette con le tecnologie esistenti e quelle previste, senza che sia necessario costruire nuove centrali nucleari. Il sistema energetico svizzero si baserebbe sull’energia idroelettrica, solare e su altre energie rinnovabili e sistemi di accumulo. Secondo gli esperti è inoltre fondamentale un commercio di energia elettrica con l’estero funzionante. Sui costi, stando ai modelli di calcolo, una nuova centrale nucleare sarebbe economicamente vantaggiosa solo qualora le spese di costruzione non superassero circa 8’000 franchi per kilowatt di potenza installata. Un impianto delle dimensioni di quello di Gösgen (So) dovrebbe quindi costare circa 8 miliardi. Se i costi di costruzione fossero pari a quelli dei più recenti progetti europei – circa 12 miliardi di franchi per una centrale comparabile – nella maggior parte dei modelli l’energia atomica non sarebbe redditizia. Inoltre, anche con nuove centrali l’approvvigionamento in inverno continuerà a rappresentare una sfida: secondo lo studio la Svizzera non potrà fare a meno delle importazioni di elettricità.
Ritirata l’iniziativa ‘Stop al blackout’
L’iniziativa popolare ‘Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)’ è stata provvisoriamente accantonata. Secondo il comitato promotore, infatti, l’anno prossimo il popolo potrà molto probabilmente esprimersi sulla questione delle nuove centrali nucleari. Le modifiche alla legge sull’energia nucleare, approvate come controprogetto all’iniziativa, sono state accolte in Parlamento dai partiti borghesi. Gli ambienti di sinistra e dei Verdi hanno subito annunciato un referendum. Votazione che verosimilmente si terrà il 28 febbraio 2027, ricorda il Club Energia Svizzera, un’associazione di ambienti borghesi. Il controprogetto indiretto – si afferma in un comunicato – soddisfa l’obiettivo principale dell’iniziativa. Con il ritiro del testo vengono però meno altri due aspetti della proposta originaria: le restrizioni per le centrali a gas e la definizione della responsabilità della Confederazione per l’approvvigionamento elettrico.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-06-30T07:00:00.0000000Z
2026-06-30T07:00:00.0000000Z
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