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‘Situazione critica’ per l’Ai Avs peggio del previsto

Per nulla rallegranti le prospettive finanziarie aggiornate

Il forte aumento delle nuove rendite Ai mette l’assicurazione invalidità in serie difficoltà finanziarie. Per l’Avs, invece, il primo versamento della 13esima mensilità il prossimo mese di dicembre comporta un risultato negativo, ha indicato giovedì l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas) pubblicando le prospettive finanziarie aggiornate.

Senza contromisure, il deficit di ripartizione annuo dell’Ai – ovvero la differenza tra entrate e uscite, senza risultato degli investimenti né interessi passivi – potrebbe crescere fino a circa 800 milioni di franchi entro il 2030, viene precisato. Già nel 2025 il deficit ha raggiunto 209 milioni di franchi. Inoltre, il patrimonio dell’Ai era nel 2025 circa 17 punti percentuali al di sotto della soglia minima prevista per legge, pari al 50% di uscite annuali.

Frenare aumento nuove rendite

In una conferenza stampa a Berna, il vicedirettore dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali e responsabile dell’Ai, Florian Steinbrecher, ha parlato di «situazione finanziaria critica». La causa principale è il continuo aumento delle nuove rendite (25’200 nel solo 2025). A incidere in modo particolare sono i disturbi psichici tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Le patologie vanno dall’autismo ai disturbi d’ansia. La situazione deve essere stabilizzata rapidamente, ha aggiunto Steinbrecher. Per questo motivo il Dipartimento federale dell’interno (Dfi) ha deciso di anticipare dall’ultima parte dell’anno all’autunno la procedura di consultazione sulla riforma proposta dell’Ai.

La riforma dovrebbe seguire due orientazioni strategiche. Da un lato, si punta a rallentare il numero di nuove rendite per i giovani con gravi problemi psichici. È prevista l’introduzione di una nuova prestazione d’integrazione. Dall’altro lato, a causa delle prospettive finanziarie sfavorevoli, occorre individuare un possibile finanziamento supplementare per l’Ai. Se le misure proposte non saranno sufficienti, il Consiglio federale propone di aumentare i contributi salariali di 0,1-0,2 punti percentuali.

Organizzazioni preoccupate

Travail.Suisse e Inclusion Handicap prendono atto con preoccupazione della situazione finanziaria dell’Ai. Travail.Suisse chiede un rafforzamento della prevenzione sul lavoro, affinché un minor numero di lavoratori lasci la vita attiva a causa di malattia e dipenda poi da una rendita di invalidità. I datori di lavoro e le assicurazioni di indennità giornaliera dovrebbero essere chiamati ad assumersi le proprie responsabilità. Inclusion Handicap mette in guardia contro “una riduzione drastica e miope delle prestazioni e un trasferimento dei costi verso l’assistenza sociale”. Sarebbero necessarie entrate supplementari pari ad almeno 0,3 punti percentuali dei salari per colmare il deficit strutturale e riportare il patrimonio dell’Ai al minimo legale. Inoltre, la Confederazione dovrebbe trovare soluzioni per ridurre, o addirittura farsi carico interamente, l’onere del debito storico che l’Ai ha nei confronti dell’Avs.

Debole crescita dell’occupazione

Dal canto loro, le prospettive finanziarie dell’assicurazione vecchiaia e superstiti (Avs) sono dominate dalla 13esima rendita mensile. Poiché i costi di circa 4 miliardi di franchi derivanti da questa prestazione non sono ancora coperti, il deficit di ripartizione aumenterebbe dagli attuali 1,3 a circa 4,9 miliardi nel 2035. Fin qui nessuna sorpresa.

Rispetto alle ultime previsioni, le prospettive però sono leggermente peggiorate. Ciò è dovuto alle implicazioni (leggi: minori contributi salariali) di una crescita dell’occupazione solo debole, ha spiegato la direttrice dell’Ufas, Doris Bianchi. Un finanziamento supplementare è quindi urgentemente necessario.

Un possibile sollievo potrebbe arrivare da un finanziamento aggiuntivo tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) di 0,4 punti percentuali, deciso nelle scorse settimane dal Parlamento. Su questo aspetto dovrà ancora esprimersi il popolo nel mese di novembre. Qualora fosse approvato e attuato a partire dal 2028, il deficit dell’Avs nel 2030 sarebbe più che dimezzato, passando da 2,7 a circa 1,2 miliardi di franchi.

Spese per le Pc su del 3,5% ogni anno

Per quanto riguarda, infine, l’Indennità per perdita di guadagno (Ipg) e le Prestazioni complementari (Pc), la situazione finanziaria sembra essere sotto controllo. Per l’Ipg il finanziamento è garantito sul lungo periodo. Le spese per le Pc dovrebbero tuttavia aumentare fino al 2030 del 3,5% all’anno, tra l’altro proprio quale conseguenza dell’aumento del numero di nuove rendite Ai.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-07-03T07:00:00.0000000Z

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