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‘I Comuni potrebbero far rispettare meglio le regole’

L’associazione Okkio richiama l’attenzione delle istituzioni. Polli: ‘Situazione di disparità nei confronti di organizzatori che rispettano le disposizioni’

Di Beatrice Reali

Con l’estate arrivano grandi eventi e feste di paese. L’associazione Okkio denuncia: ‘I regolamenti per posate e bicchieri sono cambiati, ma non tutti si sono adeguati’.

Nonostante i continui richiami, niente sembra cambiare. A inizio anno erano state rese più precise e stringenti le direttive sull’utilizzo di stoviglie e bicchieri in manifestazioni o eventi pubblici. A oggi, però, sembra essere rimasto tutto uguale. L’associazione Okkio, nonostante gli sforzi passati e la presenza attiva sul territorio, ha quindi deciso di richiamare l’attenzione su un aspetto rilevante legato allo smaltimento dei rifiuti a seguito di eventi sul suolo pubblico. Nonostante la regolamentazione vigente per ogni comune su come gestire e riciclare i rifiuti, che prevede l’obbligo di utilizzare stoviglie e bicchieri riutilizzabili multiuso o, in alternativa, materiali compostabili o riciclabili, l’associazione ha tuttavia riscontrato delle gravi mancanze, sia da parte delle autorità che dovrebbero controllare, sia da parte degli organizzatori di eventi. “Questa situazione”, si legge in una lettera ai Comuni inviata dal segretario e coordinatore Daniele Polli, “rischia di svuotare di significato le disposizioni ambientali, trasformandole in un adempimento puramente formale e non in uno strumento efficace di tutela ambientale”. Inoltre, continua, “crea una evidente disparità nei confronti di quegli organizzatori che, con impegno e costi aggiuntivi, rispettano scrupolosamente le regole”. Le richieste di Polli sono specifiche: “Informare debitamente al momento della richiesta gli organizzatori su come gestire i materiali impiegati; rafforzare i controlli durante e dopo le manifestazioni autorizzate; verificare il rispetto effettivo delle condizioni relative all’uso e allo smaltimento dei materiali impiegati e applicare le sanzioni previste in caso di inadempienza”.

Quali sono i danni reali, concreti, che questa disattenzione può creare nel tempo?

Per principio, le feste sul suolo pubblico dovrebbero essere ecosostenibili, utilizzando materiali multiuso, lavabili e riutilizzabili o in alternativa materiali monouso compostabili o riciclabili. Quel che noi vediamo, come associazione, è che quando si usano questi materiali alternativi non viene poi fatta una raccolta separata. Tutto finisce nei sacchi dei rifiuti solidi urbani, e vanno poi all’inceneritore. I Comuni hanno dei regolamenti ben precisi, ma spesso non vengono rispettati: la conseguenza è che invece di avere un riciclo virtuoso, si brucia ciò che non si dovrebbe creando inquinamento atmosferico con conseguenti danni all’ambiente e alla salute umana. Vorrei però far presente che secondo uno studio dell’Ufficio federale per l’ambiente i materiali multiuso sono almeno quattro volte più sostenibili di qualsiasi soluzione monouso, sia in plastica Pp e Pet, sia in bioplastiche compostabili.

È un discorso che riguarda tutti gli organizzatori? O qualcuno rispetta le regole?

Gli organizzatori, per tenere una festa o manifestazione su suolo pubblico, devono fare richiesta al Comune che procede dando sia l’autorizzazione, sia esponendo il regolamento. Questo è molto chiaro, solo che non viene rispettato. Purtroppo, si viene a creare anche una forte disparità di trattamento tra gli organizzatori stessi. C’è chi lo fa in modo preciso, con grandi sforzi, e chi invece fa ciò che vuole, sapendo che poi non controlla nessuno. Questi, sono quelli che vanno per la maggiore. Con la situazione attuale si crea una evidente disparità nei confronti di quegli organizzatori che, con impegno e costi aggiuntivi, rispettano scrupolosamente le regole. Sono anni che ci impegniamo e sollecitiamo i Comuni a intervenire, ma per ora abbiamo avuto ben pochi risultati.

Possiamo dire che sia quindi il controllo da parte dei Comuni a mancare davvero?

Certo, ma prima di questo, manca una corretta informazione. Si dovrebbero informare meglio gli organizzatori e, in un secondo momento, verificare che essi rispettino quanto concordato. Sarebbe poi utile che ci fossero delle sanzioni per chi non rispetta queste direttive, altrimenti difficilmente potremo arrivare a feste e manifestazioni veramente ecosostenibili. Inoltre, se ci guardiamo intorno, possiamo notare che l’Italia in questo senso è molto più avanti rispetto a noi. Basti pensare che nei negozi non si vendono più materiali che non siano compostabili. Anche se, per quanto riguarda i bicchieri ad esempio, la normativa europea non lo vieti espressamente. Per concludere posso dire che se solo lo volessimo un cambiamento sarebbe possibile. Basterebbe, innanzitutto, far rispettare i regolamenti già in vigore.

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