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‘Gestiremo Hormuz e ci faremo dei soldi’

Trump rivendica lo Stretto della discordia. Teheran: ‘La Casa Bianca rispetti il memorandum d’intesa o ci ritiriamo dall’accordo’. Minacce alla Giordania

Ansa/ats/red

Stati Uniti e Iran sono tornati in una fase di scontro acuto, molto simile alla fase del conflitto prima della tregua. Donald Trump ha annunciato il ripristino del blocco navale dei porti iraniani e ha assicurato che gli Stati Uniti saranno i custodi dello stretto di Hormuz. L’Iran dal canto suo ha messo in guardia da un’ulteriore escalation dello scontro e minacciato di abbandonare definitivamente l’accordo con gli Usa. “Da questo momento in poi saremo custodi dello stretto di Hormuz” e in questa “veste e per ragioni di equità saranno rimborsati con un’aliquota del 20% su tutte le merci trasportate”, ha scritto il presidente americano su Truth, rivendicando che il tratto di mare è aperto anche se, secondo il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic, i transiti sono praticamente azzerati da domenica sera. Il blocco invocato da Trump – che secondo Axios non potrà entrare in vigore prima di 24 ore per motivi legali e che secondo Reuters scatterà dalle 21 di oggi – era stato revocato il mese scorso dopo che Usa e Itran avevano raggiunto la tregua.

Qualche ora prima dell’annuncio di Trump il vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Ali Bagheri Kani, aveva invocato una rappresaglia contro gli Stati Uniti per l’uccisione dell’Ayatollah Ali Khamenei, definendola un “diritto della nazione iraniana”. Mentre il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha minacciato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel memorandum d’intesa, l’Iran uscirà dall’accordo. Un’escalation retorica seguita all’annuncio da parte delle forze armate iraniane di una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari americani in Giordania, Bahrein, Kuwait e Oman. Mentre il portavoce del Comando Centrale, Ebrahim Zolfaghari, ha avvertito che l’Iran non permetterà mai agli Usa di interferire nello Stretto e che le forze armate iraniane contrasteranno duramente qualsiasi interruzione del traffico di navi commerciali e petroliere da parte degli Stati Uniti, al di fuori della rotta stabilita da Teheran. Il comando militare ha anche minacciato qualsiasi Paese che cooperi con gli Stati Uniti. Nel frattempo, mentre si riaccende lo scontro tra Arabia Saudita e Iran in Yemen, una fonte diplomatica israeliana ha riferito che il nuovo round negoziale tra Israele e Libano si terrà oggi e domani a Roma.

Il prezzo del carburante risale

I prezzi del carburante in Svizzera sono aumentati dell’1,7% nel weekend. Lo rivelano i dati del Touring Club Svizzero (Tcs), secondo cui attualmente il costo medio di un litro di benzina senza piombo 95 si attesta a 1,84 franchi, mentre per la 98 si pagano 1,95 franchi. Il diesel viene invece venduto a 2,00 franchi. A fine febbraio, prima dell’inizio della guerra in Iran, i prezzi erano molto più bassi: 1,67 franchi per la 95, 1,78 franchi per la 98 e 1,79 franchi per il diesel.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-07-14T07:00:00.0000000Z

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