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Uno studio mette in discussione l’efficacia della ‘gratuità’

Primo bilancio in chiaroscuro per l’esperienza ginevrina

La gratuità dei trasporti pubblici a Ginevra rimodella le abitudini di mobilità, ma il conto non è tutto a favore della transizione ecologica: uno studio del Politecnico federale di Losanna (Epfl) mostra una maggiore affluenza verso bus e tram, ma la riduzione del ricorso all’auto è lieve; più marcata è quella in relazione alla bicicletta.

“Da un punto di vista quantitativo, i risultati non sono sorprendenti: una forte proporzione di persone che utilizzava altri modi di trasporto si è spostata sull’autobus”, afferma Vincent Kaufmann, sociologo e co-autore della ricerca, in un’intervista pubblicata martedì dalla ‘Tribune de Genève’.

Da ormai oltre un anno il Cantone fornisce la copertura finanziaria totale dell’abbonamento della locale azienda dei trasporti Tpg per i minori di 25 anni, nonché uno sconto del 50% agli ultra 65enni. I risultati? “Si osserva un netto aumento dell’utilizzo dei mezzi pubblici tra i beneficiari della misura”, risponde l’esperto. “Logicamente, l’uso della vettura privata diminuisce leggermente. Si constata invece un calo più marcato nel ricorso alla bicicletta: ciò non sorprende, ma solleva comunque interrogativi sull’efficacia del provvedimento. Da un punto di vista della modalità di trasporto utilizzata l’obiettivo prioritario è ridurre l’uso dell’auto. Una parte del trasferimento proviene però proprio dalla bicicletta”.

Uso ricreativo da parte degli anziani

Lo studio evoca anche un uso ricreativo dei trasporti pubblici. “È una pratica soprattutto osservata presso gli anziani. Poiché il prezzo è molto meno elevato, ci si sposta più volentieri per vedere, per il piacere del viaggio”. Questa offerta può portare i senior a separarsi dall’auto? “È possibile. Molte vetture appartengono a persone anziane che guidano poco. Un uso accresciuto del trasporto pubblico può portarle a riconsiderare il rapporto costi-benefici. Si potrebbe incitare queste persone a utilizzare piuttosto offerte come Mobility o i taxi per i loro spostamenti occasionali in auto”. Per quanto riguarda i giovani, una delle incognite maggiori è sapere se rimarranno legati alla nuova esperienza anche quando prendere il bus, dopo i 25 anni, tornerà a costare. “Il passaggio improvviso dall’abbonamento gratuito a un costo di circa 500 franchi l’anno può creare un ‘effetto precipizio’, a seconda che la persona sia uno studente o un lavoratore”, osserva l’accademico. L’esperienza ginevrina interessa intanto altre collettività. “Siamo stati contattati da diverse città e cantoni in Svizzera: ciò valorizza Ginevra come territorio che sperimenta e valuta”, conclude Kaufmann.

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2026-09-23T07:00:00.0000000Z

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