L’inaspettato trionfo di Lula fa crollare la Borsa e il real
Lo sconfitto Bolsonaro chiede l’annullamento del voto
Inacio Lula ha trionfato nelle elezioni brasiliane (che Donald Trump considera “truccate”), con una insperata ed epocale rimonta su Flavio Bolsonaro: milioni di sostenitori hanno festeggiato tutta la notte tra domenica e lunedì il loro amato presidente operaio. Soprattutto i giovani, a cui il vincitore ha dedicato il successo. “Ringrazio la loro generosità e per come si sono battuti a difesa della democrazia”, ha dichiarato a caldo, in una San Paolo in festa.
Diversa la reazione dei mercati: la Borsa è crollata quasi del 17%, con la sospensione delle contrattazioni. Non capitava dal 2020, dall’epoca del Covid. A picco anche la valuta brasiliana: il dollaro s’è impennato del 12,04% raggiungendo 5,597 sul real. Gli esperti credono che si tratti di “un aggiustamento di posizione” di fronte alla grande sorpresa delle urne e che non ci sia un problema strutturale. Ad ogni modo Lula starebbe valutando di affidare l’Economia al suo vice, il moderato Geraldo Alckmin, per dare un segnale rassicurante a Faria Lima, il distretto finanziario di San Paolo.
Un Paese in controtendenza
La vittoria dell’ultima icona della sinistra mondiale è stata straordinaria: ha surclassato al ballottaggio il candidato trumpiano Flavio Bolsonaro, confermandosi per la quarta volta presidente. Il dato finale gli attribuisce il 51,74% delle preferenze contro il 48,2% del rivale: uno scarto netto, ben superiore al testa a testa previsto alla vigilia. Tuttavia Bolsonaro non ha riconosciuto la sconfitta e ha annunciato che chiederà l’annullamento del voto, a suo giudizio falsato dalla decisione del giudice di rinviare di due ore la chiusura dei seggi, misura richiesta anche da lui. Una posizione golpista che però al momento appare isolata e destinata al fallimento Lula ha fermato anche l’avanzata della destra trumpiana nell’America Latina. E dopo aver ammesso di non avere mai avuto uno smartphone, ha battuto anche Meta e le sue interferenze sulla sua campagna elettorale. Una buona notizia anche per la comunità Lgbt, per i diritti delle minoranze, degli indigeni. E anche per le politiche ambientali a difesa dell’Amazzonia. Ma la vittoria è storica anche per le sue modalità: mai in Brasile un candidato ha vinto dopo aver perso al primo turno. E mai conquistando tanti voti, oltre 64 milioni. L’astensione è crollata di due punti, segno che è stato votato anche da chi è rimasto a casa il primo turno, ma ha cambiato idea forse spinto dalla paura di un altro Bolsonaro alla presidenza. Lula ora dovrà governare un Paese con un Parlamento in mano alla destra e mantenere le promesse della campagna elettorale. Inoltre sa di non avere a disposizione un altro mandato e certamente dovrà occuparsi della sua successione.
SVIZZERA / ESTERO
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2026-10-27T07:00:00.0000000Z
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