laRegione

Il governo: ‘Una tassa prematura e non condivisa’

Tassare le auto elettriche potrebbe portare a un rallentamento verso la transizione energetica del settore, già oggi limitata. È questo, in soldoni, il pensiero del Consiglio di Stato rispondendo alla consultazione federale sulla tassa sul chilometraggio o imposta sulla corrente di ricarica dei veicoli elettrici.

A mente del governo ticinese, “lo scenario di forte crescita del mercato della mobilità indicato nel rapporto esplicativo appare, allo stato attuale dell’andamento delle nuove immatricolazioni di veicoli totalmente elettrici, difficilmente raggiungibile. Si assiste infatti – scrive il Consiglio di Stato – a una fase di stallo in Svizzera per quanto attiene la penetrazione della mobilità elettrica”. E quindi, “sebbene siano giustificati dei provvedimenti volti a garantire il finanziamento di compiti e spese connessi alla circolazione stradale”, l’Esecutivo ticinese ritiene che “allo stato attuale un’ulteriore tassa o imposta possa fungere da deterrente al passaggio alla mobilità elettrica, riducendo ulteriormente la possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati relativi alle emissioni di gas serra nel settore dei trasporti”.

Inoltre, “non va tralasciato il potenziale beneficio che la mobilità elettrica può apportare ad altri sistemi. Si pensi infatti alle possibili implicazioni dell’uso di sistemi bidirezionali per garantire la stabilità delle reti, un aspetto che nei prossimi anni assumerà verosimilmente un ruolo rilevante”. Ebbene, “sulla base delle considerazioni succitate, eventuali provvedimenti volti a tassare la circolazione dei veicoli elettrici andrebbero introdotti solamente allorché il parco circolante a livello nazionale sarà composto in misura preponderante da veicoli elettrici e non sulla base di scenari di sviluppo che attualmente non trovano riscontro nella realtà oggettiva, così da non compromettere il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati nelle varie strategie federali in campo energetico e climatico”. Va da sé che, tenuto conto di tutto ciò, per il Consiglio di Stato “l’incremento delle entrate necessarie a finanziare i compiti e le spese della Confederazione connessi alla circolazione stradale andrebbe semmai perseguito con un aumento dell’imposizione dei carburanti, ciò che avrebbe il merito di accelerare significativamente il processo di decarbonizzazione, cui oggi osta in particolare proprio il costo comparativamente basso dell’energia di origine fossile”. Certo, “l’accelerazione del processo di decarbonizzazione permetterebbe evidentemente di anticipare, rispetto agli scenari di oggi preconizzabili, l’entrata in vigore di un’equa tassazione della corrente di ricarica dei veicoli elettrici”. Pertanto, “la tempistica dell’introduzione della tassa appare fortemente prematura e non è condivisa”.

CANTONE

it-ch

2026-01-21T08:00:00.0000000Z

2026-01-21T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281560887197646

Regiopress SA