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Omologati nell’Ue, (quasi) omologati anche in Svizzera

Il Parlamento ordina una procedura agevolata

I prodotti fitosanitari già autorizzati in Paesi confinanti come l’Olanda e il Belgio potrebbero presto essere disponibili più rapidamente anche in Svizzera. Dopo l’approvazione del Consiglio nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha adottato giovedì, con 31 voti a favore e 12 contrari, una modifica della Legge sull’agricoltura. Il progetto legislativo si basa su un’iniziativa parlamentare di Philipp Matthias Bregy (Centro/Vs), il quale ritiene che l’attuale prassi riduca la protezione delle colture, aumenti i prezzi e limiti l’offerta per i consumatori.

Il campo rosso-verde si è opposto, sostenendo che la modifica indebolisce il principio di precauzione e comporta rischi significativi per la salute pubblica, l’ambiente e la sovranità nazionale. La maggioranza, invece, ha sottolineato la crisi che affligge l’agricoltura svizzera, evidenziando le procedure di autorizzazione giudicate inaccettabilmente lunghe, con centinaia di pratiche pendenti. Il disegno di legge, secondo i sostenitori, rafforza la capacità produttiva del settore, permettendo di sostituire i vecchi pesticidi con nuovi prodotti fitosanitari.

Diversamente dalla Camera del popolo (e contro il parere del Governo), quella dei Cantoni desidera che un’omologazione nell’Ue, in caso di urgenza, sia automaticamente valida anche in Svizzera, purché le disposizioni legali in materia di protezione di esseri umani, animali e ambiente del Paese d’origine siano equivalenti al diritto elvetico. Il dossier ritorna perciò al Nazionale.

Ancor prima del dibattito, Pro Natura, Wwf e Birdlife avevano criticato la proposta. In una dichiarazione, le organizzazioni ambientaliste hanno scritto che la modifica di legge – ritenuta invece di grande importanza dall’Unione svizzera dei contadini – indebolisce la protezione contro i pesticidi altamente tossici. A loro parere, la Svizzera starebbe rinunciando alla propria autonomia normativa. L’iniziativa parlamentare, affermano, è solo l’ultima di una lunga serie di proposte che hanno minato la protezione delle acque. Il Consiglio degli Stati infine ha accolto due mozioni (con 20 voti a favore, 19 contrari e 5 astensioni) che chiedono la rapida omologazione dei principi attivi a basso rischio. Il Nazionale aveva già dato il suo benestare a entrambe.

SVIZZERA

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2026-03-06T08:00:00.0000000Z

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