Trump: ‘Raid già pronti, li ho fatti fermare’
Donald Trump ha sospeso l’attacco all’Iran in programma per oggi perché sono in corso “colloqui seri” che potrebbero portare a un accordo. Nell’annuncio sul suo social Truth, il commander-in-chief non molla comunque la presa e ribadisce che gli Stati Uniti sono pronti “a procedere con un assalto su vasta scala contro Teheran, con preavviso immediato, nell’eventualità in cui non venga raggiunta un’intesa accettabile”.
La decisione di Trump segue la richiesta di Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, convinti che le trattative in corso possano portare a un accordo “pienamente accettabile per gli Stati Uniti, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e oltre”. Nell’eventuale intesa, ha chiarito Trump, ci sarà “un aspetto fondamentale”, ovvero “nessuna arma nucleare” per Teheran.
L’annuncio del presidente mostra la sua frustrazione di fronte a una situazione di stallo e alla nuova proposta in 14 punti dell’Iran, ritenuta “insufficiente” dalla Casa Bianca per poter pensare al raggiungimento di un’intesa sulla fine del conflitto: per Trump presenta solo miglioramenti simbolici rispetto alla versione precedente e nulla più. Teheran avrebbe inoltre chiesto una tregua lunga e articolata in più fasi, nonché un’apertura graduale e sicura dello Stretto di Hormuz con un ruolo garantito per il Pakistan e l’Oman in caso di attriti. Intanto lo Stretto resta di fatto chiuso, e una sua riapertura appare lontana.
Frattanto, per cercare di ovviare alle pressioni sulle quotazioni petrolifere e arginare l’impatto delle carenze di greggio, gli Stati Uniti hanno concesso una nuova deroga di 30 giorni al petrolio russo. Così si avrà “maggiore flessibilità e si aiuterà a stabilizzare il mercato”, ha spiegato il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, osservando come la revoca ridurrà anche la capacità “della Cina di accumulare petrolio a prezzo scontato”. Quest’ultima è una stoccata a Pechino, dove è in arrivo Vladimir Putin a pochi giorni di distanza dalla visita di Stato di Trump, a conferma del ruolo che Xi Jinping si vuole ritagliare sul palcoscenico della diplomazia mondiale. Mentre il presidente cinese continua a tessere la sua tela diplomatica, il Pakistan – mediatore fra Iran e Usa – ha schierato 8’000 soldati e aerei da combattimento in Arabia Saudita, aumentando ulteriormente la tensione nella regione.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-05-19T07:00:00.0000000Z
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