Ancora una volta ben oltre le aspettative degli esperti
Nel secondo trimestre Ubs ha registrato un netto aumento dei ricavi e della redditività, superando ancora una volta le aspettative del mercato. L’utile ha raggiunto i 2,80 miliardi di dollari (2,30 miliardi di franchi al cambio attuale, pari a un +17%). È però venuto meno l’effetto fiscale positivo registrato nello stesso periodo del 2025, per cui l’utile ante imposte è risultato nettamente superiore, attestandosi a 3,59 miliardi (+64%), spiega la banca in una nota. Al netto dei costi di ristrutturazione, l’utile ante imposte è stato pari a 3,89 miliardi (+45%). Nel frattempo, i ricavi sono aumentati del 13%, mentre i costi, pari a 9,99 miliardi, sono cresciuti del 2,4%. Il rapporto costi/ricavi si è quindi attestato al 72,9 per cento.
Il numero uno bancario svizzero indica inoltre che è previsto l’avvio di un nuovo programma di riacquisto di azioni per un valore di 3 miliardi entro al massimo la fine del secondo trimestre del 2027. Fino al 17 luglio, Ubs aveva riacquistato azioni per un valore di circa 2,3 miliardi di dollari. Nel suo core business – la gestione patrimoniale globale – la grande banca è riuscita ad acquisire ulteriori fondi di clienti. L’afflusso netto in questo settore è ammontato a 35,5 miliardi di dollari. A metà anno, quindi, Ubs gestiva, considerando tutti i settori del gruppo, un patrimonio pari a 7’326 miliardi di dollari.
Sul piano dell’organico, l’istituto conta ormai meno di 100mila impieghi, sulla scia dell’integrazione sempre più avanzata di Credit Suisse (Cs). Prima della fusione annunciata il 19 marzo 2023 Ubs e Cs disponevano complessivamente di un organico che superava i 120mila posti di lavoro. Sono poi intervenuti i previsti risparmi, che hanno inciso pesantemente sul personale.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-07-30T07:00:00.0000000Z
2026-07-30T07:00:00.0000000Z
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