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Revisioni di legge travolte da una marea di critiche

Con la revisione parziale delle leggi sulle poste e sull’organizzazione della Posta, il Consiglio federale intende garantire soprattutto che la Posta possa svolgere attività al di fuori del proprio mandato di servizio universale solo se queste presentano uno stretto legame con i suoi compiti centrali. Le modifiche di legge prevedono altresì che la Posta possa adeguare in modo più flessibile la propria missione di servizio universale in caso di calo della domanda, in funzione di nuove soglie predefinite.

La procedura di consultazione si è conclusa venerdì. E una marea di critiche – a sinistra, a destra, tra le organizzazioni economiche, sindacali e dei consumatori nonché nelle regioni periferiche – si è abbattuta sul Consiglio federale. La Posta invece accoglie con favore le modifiche previste, sottolineando l’importanza di preservare il proprio margine di manovra imprenditoriale.

Udc, Verdi e Ps denunciano uno smantellamento del servizio universale nelle zone rurali. Plr e Centro accolgono con favore l’orientamento della revisione. I liberali-radicali chiedono però una chiara limitazione delle attività della Posta, una concentrazione sui suoi compiti essenziali e una progressiva apertura del mercato. I ‘centristi’ mettono a loro volta in guardia contro lo smantellamento del servizio universale. I Verdi liberali chiedono l’immediata modernizzazione di quest’ultimo, la privatizzazione di PostFinance e una gara d’appalto per il mandato di servizio universale per il traffico dei pagamenti. Il Gruppo svizzero per le regioni di montagna teme la rarefazione degli uffici postali, la soppressione della posta A e la riduzione del numero di giorni di distribuzione. L’Associazione dei Comuni svizzeri (Acs) critica il fatto che il Consiglio federale possa limitare in modo massiccio il servizio postale di base tramite ordinanza, senza passare dal parlamento. L’Acs teme la soppressione della posta A, la riduzione del numero di giorni di distribuzione e il ritorno al concetto di agglomerato, che escluderebbe circa 60mila famiglie dalla distribuzione regolare.

SVIZZERA / ESTERO

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2026-10-17T07:00:00.0000000Z

2026-10-17T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281560887767711

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