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Riabilitazione in vista per chi aiutò i partigiani

Gli svizzeri che hanno combattuto nella resistenza francese e italiana durante la Seconda guerra mondiale potrebbero venir riabilitati. È quanto pensa il Consiglio federale che sostiene un’iniziativa parlamentare in tal senso presentata nel 2021 dalla consigliera nazionale Stéfanie Batou Prezioso (Verdi/Ge), storica di professione. All’epoca, e ciò vale anche oggi, ogni cittadino svizzero che si arruolava in un esercito straniero commetteva un reato punibile dal codice penale militare. Gli svizzeri che hanno combattuto in Francia e Italia nelle formazioni partigiane furono condannati su questa base. Simile destino toccò anche ai volontari partiti nel 1936 per combattere in Spagna dopo il colpo di Stato di Francisco Franco: il Parlamento li riabilitò nel 2009. L’iniziativa chiede che le sanzioni pronunciate contro gli svizzeri che hanno combattuto nella resistenza siano abrogate. Il governo sostiene che il progetto “onori l’impegno dei volontari per la libertà e la democrazia”. L’annullamento, precisa l’esecutivo, non mette in discussione il divieto di arruolarsi in un esercito straniero. Non sarà possibile chiedere riabilitazioni individuali mediante domanda, né saranno versate indennità finanziarie.

SVIZZERA

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2026-01-15T08:00:00.0000000Z

2026-01-15T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281565182153229

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