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Tribunali e nodo organici, i rimedi ipotizzati dal Cdm

Il rapporto 2025 del Consiglio della magistratura: ‘Evase complessivamente 50’381 procedure, nuovo primato’. Carenza però di personale

Di Andrea Manna

Lo scorso anno “il numero di procedure complessivamente evase dalla magistratura ticinese ha raggiunto il nuovo livello record di 50’381”. Quarantaquattro in più rispetto al 2024. A riferire del “nuovo primato” è il Consiglio della magistratura nel rapporto sull’attività svolta nel 2025 dalle autorità giudiziarie cantonali. Le quali, “nonostante i vincoli strutturali e organizzativi sempre più importanti”, hanno saputo garantire, afferma il Cdm, “una risposta giudiziaria efficace, equilibrata e conforme alle aspettative della collettività, sotto il profilo dei volumi trattati, della qualità delle decisioni e della tempestività”.

Più procedure evase, ma anche più giacenze. Che sono “nuovamente aumentate di ben 2’217 unità”. E questo “a causa dell’incremento degli incarti introdotti”, rileva l’organo che vigila sul funzionamento dell’apparato giudiziario, con poteri anche disciplinari. Una magistratura insomma sempre più sollecitata.

Le ‘criticità’

Quello delle pendenze non è però l’unica criticità evidenziata dal Cdm presieduto dal giudice d’Appello Damiano Stefani. La Corte di appello e revisione penale, “quale vertice della giurisdizione penale ticinese”, scrive il Consiglio, “continua a trovarsi in una situazione di grande pressione e necessita di un rafforzamento dell’organico mediante la nomina di un ulteriore giudice; alcune delle Preture civili si trovano in una situazione limite, dalla quale si può uscire solo con un potenziamento; la prima Camera civile del Tribunale d’appello ha ulteriormente aumentato le giacenze; le intervenute modifiche della Legge sull’esecuzione e il fallimento, in particolare in relazione alla procedura di fallimento, hanno comportato un impressionante aumento degli stessi in tutti i tribunali competenti a trattarli, comportando aggravi non facilmente gestibili, soprattutto nella Sezione 5 della Pretura di Lugano e nella Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, che si trovano ora in serie difficoltà”. Non è finita: “La Magistratura dei minorenni, il Ministero pubblico, l’Ufficio dei giudici dei provvedimenti coercitivi, il Tribunale cantonale amministrativo, la prima Camera civile del Tribunale d’appello, la Corte dei reclami penali, la Camera di diritto tributario, così come la Sezione 1 della Pretura di Lugano e la Pretura di Locarno Città, sono sotto pressione”. Secondo il Cdm, in generale “in assenza di potenziamenti dell’organico e al netto di inefficienze imputabili ai singoli magistrati, che già lavorano al limite delle capacità”, i ritardi riscontrati – seppur contenuti – devono essere considerati di natura strutturale e non riconducibili a cause interne alla magistratura”.

Si è intanto in attesa che il Gran Consiglio concretizzi i potenziamenti decisi nell’ottobre scorso. In altre parole, che elegga (si spera in tempi brevi) il giudice ordinario in più per la Pretura penale e i quattro sostituti procuratori per il Ministero pubblico. Per quanto concerne il nuovo pretore, che affiancherà il presidente della Pretura penale – autorità, con sede a Bellinzona, confrontata tra l’altro con un’accresciuta complessità dei casi – disporrà di un vicecancelliere e di un segretario/a, pure loro a tempo pieno.

Raggruppamenti?

Al tema delle risorse umane il Consiglio della magistratura dedica un intero capitolo del rendiconto 2025. “Vari tribunali – annota il Cdm – hanno segnalato una mancanza di personale a fronte di aumenti delle entrate e soprattutto della crescente difficoltà delle pratiche sottoposte loro”. Le carenze di organico “sono storicamente sempre state un tema di attualità: basti andare a rileggere i primi rendiconti annuali del Consiglio della magistratura di oltre 30 anni fa”. Del resto “con l’aumento della popolazione, del numero di avvocati e della litigiosità, una volta colmata una falla se ne è sempre aperta un’altra”.

Alla politica, ovvero a Consiglio di Stato e parlamento, il compito di realizzare le condizioni che consentano alla magistratura – tribunali compresi – di operare in maniera confacente. Lo stato di salute delle finanze cantonali non consente tuttavia grandi margini di manovra, come si sente ripetere. E quindi? “Potrebbe ad esempio essere valutata l’ipotesi di raggruppare sotto un unico cappello diretto da un presidente e una commissione amministrativa alcuni tribunali, quali in particolare le giudicature di pace e le Preture civili, con il vantaggio di poter se necessario spostare unità di personale da un’autorità all’altra più facilmente, uniformare e snellire le procedure a livello cantonale e dare più forza ai tribunali”. Analogo discorso, annota il Consiglio della magistratura, potrebbe essere fatto “per i tribunali penali di primo grado, ossia Pretura penale e Tribunale penale cantonale”, il Tpc. Tribunale penale che oggi, ricordiamo, fa istituzionalmente parte del Tribunale d’appello (non così la Pretura penale). Si va verso lo scorporo istituzionale e fisico del Tpc dal Tribunale d’appello? «Al momento no. Ma non devono esserci neppure tabù – dice Damiano Stefani, contattato dalla ‘Regione’ –. Come Consiglio della magistratura, riteniamo che la questione debba tornare sotto i riflettori della politica affinché venga riavviata la riflessione sull’opportunità di istituire un tribunale di prima istanza cantonale in cui inserire appunto sia la Pretura penale che il Tribunale penale. La questione – prosegue il presidente del Cdm – sarà comunque d’attualità quando in base alla pianificazione logistica la Corte di appello e di revisione penale, ora a Locarno, verrà spostata a Lugano. La situazione odierna che vede un tribunale di primo grado, il Tpc, nel Tribunale d’appello, che in quanto tale dovrebbe riunire autorità giudiziarie solo di seconda istanza, può suscitare delle critiche. Certo, in seno al Tribunale penale federale abbiamo sia la Corte penale sia quella d’Appello, ma questo non rimuove delle legittime perplessità».

Nel frattempo il Consiglio della magistratura prende atto con soddisfazione dei rinforzi accordati nell’autunno 2025. Il Gran Consiglio, commenta, “ha finalmente deciso il potenziamento della Pretura penale con un giudice, un cancelliere e un segretario e quello del Ministero pubblico con la reintroduzione – dopo la loro abolizione nel 2011 – di quattro sostituti procuratori pubblici che andranno ad aggiungersi all’attuale organico”. Per il Cdm, “si tratta senza dubbio di un passo importante che consentirà alle due autorità giudiziarie di guardare con più tranquillità al futuro, una volta implementato il potenziamento”. Sarà comunque “fondamentale fare in modo che a questi aiuti ne corrisponda a breve anche uno alla Corte di appello e revisione penale che corre il rischio concreto di trovarsi confrontata con un ulteriore aumento delle entrate da gestire con un numero di giudici rimasto quello del 2011”. Tre magistrati ordinari. Il monito del Cdm: “Va ribadito come un organico ridotto al minimo comporta, oltre che conseguenze sui tempi di evasione e sulla qualità delle decisioni, anche il fatto che ogni assenza (per malattia o avvicendamento) rallenti ulteriormente l’attività del tribunale senza possibilità di recupero dei ritardi”.

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2026-02-21T08:00:00.0000000Z

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