‘Dai Patriziati valore aggiunto incalcolabile’
All’assemblea Alpa, il presidente Zanetti rivendica il ruolo dei patrizi ticinesi. Gobbi: ‘Lupo, fare di più: il rischio di alpeggi abbandonati è reale’
Di Jacopo Scarinci
«Il valore aggiunto che i Patriziati portano al Ticino è incalcolabile: la difesa delle tradizioni e la cura dei luoghi di montagna non sono solo atti di conservazione, ma creano un indotto turistico ed economico vitale per l’intero equilibrio regionale». E, ancora di più, «la nostra missione per i prossimi anni sarà quella di continuare a promuovere la modernizzazione tecnologica, l’abituale salvaguardia del territorio e l’ulteriore consolidamento del ruolo dei Patriziati nella società moderna coinvolgendo sempre più i giovani, trasformando l’amore per la propria terra in un impegno civile concreto e consapevole». Tiziano Zanetti, presidente dell’Alleanza patriziale ticinese riunitasi in assemblea a Cevio sabato, ha le idee in chiaro: 198 enti, con quasi 100mila patrizi ticinesi, hanno un ruolo «fondamentale» sotto vari aspetti.
Innovazione tecnologica
Per espletarlo al meglio, non mancano progressi tecnologici come il nuovo software ‘Gerepa’, «ideato per la tenuta dei registri ma che non è solo un aggiornamento tecnico, bensì una vera rivoluzione che snellirà la burocrazia e le procedure interne. Consentirà un approccio semplice ed efficace a tutti i dati». Questo perché, riprende Zanetti nel suo discorso, «l’attività patriziale nel nostro cantone è poliedrica. Se la manutenzione del paesaggio resta il cuore pulsante del nostro mandato, i Patriziati si distinguono oggi come motori di cultura, didattica e turismo».
I progetti continuano
Dal punto di vista operativo e finanziario, il presidente Alpa riferisce che «spiccano progetti di ampio respiro come il recupero degli alpeggi e la tutela delle aree boschive, che testimoniano una programmazione lungimirante. Molte di queste opere sono state possibili grazie al sostegno del Fondo per la gestione del territorio o del Fondo di aiuto patriziale, ma è altrettanto significativo notare come molte amministrazioni abbiano agito in totale autonomia economica, attingendo a fondi propri». Infine, tra i temi più complessi affrontati dal Consiglio direttivo, e per «salvaguardare l’economia alpestre», ovviamente c’è il lupo: «Occorre al più presto trovare una soluzione per limitare e gestire efficacemente la sua presenza che diventa sempre più preoccupante e invasiva».
Gobbi: ‘Custodi del territorio’
Nel suo intervento, il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi ricorda che i Patriziati sono «i custodi del territorio in un contesto sempre più complesso, segnato da eventi estremi e sfide che richiedono capacità di adattamento senza perdere il legame con le proprie radici». Dopo aver sottolineato l’importanza dell’ammodernamento con il software ‘Gerepa’, Gobbi annota anche come «nel 2025 l’attività di sostegno del Cantone attraverso il Fondo di aiuto patriziale e il Fondo gestione territorio è ulteriormente cresciuta. Sono stati sostenuti 25 progetti tramite il Fap per un importo totale di oltre 1 milione di franchi, mentre l’Fgt ha finanziato 6 progetti per quasi 577mila franchi.
Complessivamente, parliamo di sussidi per circa 1,6 milioni di franchi. Sono numeri che dimostrano due aspetti fondamentali: da una parte il dinamismo dei Patriziati, dall’altra la volontà concreta del Cantone di continuare a investire nella gestione e valorizzazione del territorio». Una combinazione che Gobbi definisce «efficace e proficua».
‘Per Blatten mobilitazione federale rapida, per la Vallemaggia no’
Perché «il nostro territorio negli ultimi anni è stato segnato da eventi estremi e il luogo dove ci troviamo (Cevio, ndr) ne è un esempio. L’alluvione ha scosso profondamente le comunità locali e causato ingenti danni anche a proprietà patriziali. Le tragedie hanno purtroppo mostrato anche un’altra realtà: non tutte le catastrofi sembrano ricevere la stessa attenzione da Berna». E Gobbi punta il dito, con assoluta determinazione: «In situazioni recenti come quella di Blatten la mobilitazione federale è stata rapida e immediata. Per la Vallemaggia e la Mesolcina, invece, la sensazione diffusa è stata quella di dover attendere più a lungo e lottare maggiormente per ottenere risposte». Ma in tutto questo, assicura, «il Cantone c’è e non farà mai mancare la propria presenza».
‘Tutelare la biodiversità non sia sacrificio silenzioso di chi vive e lavora in montagna’
Sulla gestione del lupo, Gobbi afferma che «la tutela della biodiversità non può tradursi in un sacrificio silenzioso di chi vive e lavora in montagna. Comprendo bene l’apprensione dei Patriziati e lo sconforto degli allevatori. Il rischio di un progressivo abbandono degli alpeggi è reale e avrebbe conseguenze profonde sul territorio. Perché senza agricoltura e allevamento non perdiamo soltanto un’attività economica: perdiamo presidio del territorio, la valorizzazione del paesaggio, la cura dei pascoli e una parte importante dell’identità delle nostre valli». E l’auspicio è che arrivino «soluzioni per interventi più incisivi ed efficaci». Come noto, intanto, l’Ufficio caccia e pesca presenterà a breve una proposta che «prevede la creazione di un ristretto gruppo di cacciatori di fiducia, appositamente formati, che possano affiancare i guardiacaccia nell’esecuzione degli abbattimenti, senza essere vincolati ai periodi di caccia ordinari».
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2026-05-11T07:00:00.0000000Z
2026-05-11T07:00:00.0000000Z
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