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Qualcosa è ancora tabù: ‘Preservativo? Optional’

Le parole dell’operatrice di Zonaprotetta Londoño Aguilar: ‘La gonorrea sta registrando un forte aumento: serve un percorso continuativo con i ragazzi’

Di Beatrice Reali

I giovani di oggi fanno sempre meno sesso e molti, quando lo fanno, non usano il preservativo. Questo è parte del quadro che emerge dall’intervista a Isabel Londoño Aguilar, operatrice di Zonaprotetta, associazione svizzera che promuove la salute sessuale e la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, rivolgendosi alla popolazione in generale, con un impegno particolare verso le giovani generazioni.

Di cosa si occupa Zonaprotetta nello specifico?

Zonaprotetta è un’associazione che si occupa di salute sessuale e diritti correlati. Abbiamo creato e gestiamo diversi progetti legati alla salute sessuale: attività specifiche dedicate alle persone giovani, che ci consentono di andare in contesti scolastici e doposcuola, per creare momenti dove poter parlare di salute sessuale agli studenti, faccia a faccia; un progetto per i giovani migranti; uno creato per le lavoratrici del sesso, per promuovere la salute sessuale; un progetto per chi convive con Hiv e un servizio dedicato che si chiama ‘identità plurale’ rivolto alle persone giovani della comunità Lgbtqia+, per combattere stigma e discriminazione.

Siete attivi nelle scuole: quali sono le domande che vi fanno più spesso e cosa vi fanno intuire?

La più grande attività che portiamo avanti nelle scuole è ‘sex box’, dove raccogliamo domande e bisogni reali legati alla sessualità, così da costruire momenti di scambio che partano dalle loro curiosità e necessità. Sono molte le domande che riceviamo e si possono dividere per categorie: il piacere e la masturbazione, con curiosità su cosa sia un orgasmo o cosa si senta; molte questioni legate al consenso e all’età più ‘giusta’ per avere rapporti; domande legate alla salute sessuale, quali siano le malattie sessualmente trasmissibili e come si possano trasmettere, cosa fare in caso di rottura del preservativo eccetera. Ci sono anche domande legate all’identità sessuale: molti ragazzi ci chiedono cosa fare se scoprono di essere interessati a persone dello stesso genere e come possono capire se sia così o meno.

Su cosa, secondo voi, bisogna ancora lavorare molto? Cosa manca ai ragazzi in termini di conoscenza e responsabilità?

Come associazione, crediamo che l’educazione sessuale, se fatta in un solo momento di incontro, non sia sufficiente. Ciò che si apprende ha infatti bisogno di tempo per essere elaborato, compreso e integrato nelle proprie esperienze di vita. Poi, dipende anche molto dall’età, una ragazza o un ragazzo giovani possono porre domande anche solo per curiosità, non avendo effettivamente ancora avuto alcun tipo di esperienza, dunque resta tutto astratto. Invece, cercando di spalmare gli incontri nel percorso educativo – alle medie, al liceo, nella scuola del post obbligo, all’università – diamo la possibilità ai ragazzi di avere tutte le informazioni necessarie nel vero momento del bisogno e quindi di poterle sfruttare nel modo più giusto e responsabile.

È vero che i giovani fanno sempre meno sesso?

Ci sono diverse ricerche internazionali che mostrano come le persone giovani stiano avendo meno rapporti sessuali rispetto alle generazioni precedenti, e le ragioni ipotizzate sono molteplici. La prima sembra essere legata agli input esterni, che sono talmente tanti – pensiamo ad esempio ai social network – da tenere i ragazzi davvero molto occupati. Un’altra ipotesi, riguarda l’utilizzo della pornografia: quando i ragazzi, abituati alla consumazione più o meno eccessiva di video porno, cominciano ad avere i primi veri rapporti sessuali, si rendono subito conto che la realtà è ben diversa da quello che avevano visto attraverso lo schermo: questo fa perdere interesse.

Parliamo del preservativo: è ancora un tabù tra i giovani?

Ci sono tante persone che, a oggi, fanno sesso senza preservativo. E non parlo solo di giovani. Parlo anche e soprattutto di persone adulte. Sa perché? Oggi è possibile, per evitare il contagio da Hiv, un trattamento preventivo chiamato PrEP, che consente di evitare che il virus entri nell’organismo pur non utilizzando il preservativo. Questo trattamento ha portato sì a un abbassamento di contagi da Hiv, ma anche a un innalzamento di altre infezioni sessualmente trasmissibili come gonorrea, clamidia e sifilide. La generazione di oggi non vede più l’Hiv come un’infezione reale, ma come una possibilità lontana e astratta. A differenza dei millennials, e della generazione precedente, che hanno vissuto moltissime morti legate a questo virus, i giovani di oggi non lo riconoscono come pericoloso o potenzialmente dannoso. Report europei ci mostrano che gonorrea, clamidia e sifilide stanno aumentando. In Svizzera, i dati parziali sul 2026 indicano che la gonorrea è aumentata del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e la clamidia continua a essere la più diffusa tra i giovani. Vorrei specificare quanto sia importante effettuare test regolari e sottoporsi a uno screening dopo un rapporto a rischio, per esempio senza preservativo o in caso di una sua rottura. In Ticino, gli screening per le infezioni sessualmente trasmissibili possono essere effettuati tramite il proprio medico di famiglia, presso il Servizio di malattie infettive dell’Eoc a Lugano, nei Consultori di salute sessuale dell’Eoc e anche da noi, a Zonaprotetta, dove è possibile accedere a test e consulenze in modo semplice, a un prezzo conveniente per gli under 30, a bassa soglia e anche in anonimo.

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2026-07-06T07:00:00.0000000Z

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