‘Un sostegno rapido al settore agricolo’
Un sostegno “rapido” attraverso misure “concrete”. È quanto chiede l’Unione contadini ticinesi (Uct) per far fronte ai cambiamenti climatici che proprio in questi giorni stanno mettendo in difficoltà il settore primario. “Il mondo agricolo è particolarmente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici, con fenomeni più intensi e duraturi, come purtroppo mostra quest’anno con la grandinata di giugno nel Mendrisiotto e le successive ondate di calore. A livello svizzero, in alcune regioni ancora più che in Ticino, le ridotte precipitazioni hanno causato e continuano a causare difficoltà relative all’approvvigionamento idrico, specialmente sugli alpeggi”, scrive l’Uct in una nota inviata alla stampa. “Per molte famiglie contadine gli appelli lanciati in queste settimane non sono retorica, ma la realtà quotidiana. Sono grida di allarme che sentiamo e condividiamo”. Tornando alla siccità di quest’anno: “In Ticino ci siamo mossi molto presto e stiamo facendo tutto quanto è nelle nostre possibilità, in collaborazione con questi nostri partner e interlocutori. Lo scopo è evitare che la stabilità finanziaria delle aziende agricole venga eccessivamente compromessa e si riesca ad attutire almeno in parte il colpo finanziario per le famiglie contadine”.
C’è il sostegno da parte dello Stato, che ha riconosciuto la situazione attuale come ‘caso di forza maggiore’ adottando tutte le misure previste dalla legge, e poi c’è anche la solidarietà all’interno del settore. “I nostri appelli sono stati diversi e continuano tuttora”, si legge nel comunicato. “Chi può condividere eventuali posti di estivazione, riserve idriche e di foraggio e superfici di pascolo con chi ne ha forte necessità è ovviamente invitato a farlo”. Misure rapide e immediate, ma bisogna poi rivolgere lo sguardo al futuro. “Servono azioni sul medio-lungo termine che diano al nostro settore maggiore sicurezza, favorendo l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’adozione di misure di mitigazione. Questo è un agire locale e possibile. Ridurre le emissioni, anche radicalmente, se non seguito da iniziative simili a livello globale non porterebbe a nessun beneficio né a corto o lungo termine. Questi stessi problemi si ripresenterebbero, pressoché immutati, di anno in anno”.
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2026-08-05T07:00:00.0000000Z
2026-08-05T07:00:00.0000000Z
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