‘Caso Zali’, le domande arrivano in parlamento
Il parlamento torna a riunirsi, subito un dossier caldo
Nella seduta che si apre oggi il Consiglio di Stato risponderà alle tante interpellanze accumulate in queste settimane. Proposta una risoluzione e non è esclusa la discussione generale.
Una lunga lista di interpellanze, che chiedono lumi sui diversi aspetti dell’intricato ‘caso Zali’, e pure la proposta di una risoluzione da adottare sottoposta ieri ai parlamentari. È corposo, molto corposo, il dossier che riguarda le vicende del consigliere di Stato leghista e di cui dovrà discutere il Gran Consiglio nella seduta al via questo pomeriggio. Già, perché dall’ultima seduta parlamentare (era l’inizio di giugno) di fatti ne sono successi parecchi: i vari scandali resi pubblici dalla stampa, su tutti i file audio e la riunione convocata per chiedere il trasferimento di un 14enne detenuto alla Farera; i due procedimenti penali a carico di Zali, uno per abuso d’autorità e tentata coazione l’altro per reati inerenti la sfera sessuale; le dimissioni annunciate dallo stesso Zali, che diventeranno effettive da fine settembre nonostante l’invito da parte dei colleghi di governo a farsi da parte subito e la decisione di togliergli tutte le competenze sul Dipartimento del territorio.
Tanti tasselli sui quali la politica vuole vederci chiaro. Da qui le numerose domande – contenute in una decina di interpellanze – indirizzate al Consiglio di Stato. Ai quesiti che arrivano da Movimento per il socialismo (Mps), Più Donne e Verdi liberali il Consiglio di Stato risponderà oralmente durante la seduta. Questo a meno che l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio non riconosca i criteri di urgenza e interesse pubblico ad alcuni di questi atti parlamentari, trasformandoli in interrogazioni. Sempre l’Up dovrà anche stabilire, durante la sua riunione di oggi che precede l’inizio della seduta parlamentare, quando il governo risponderà alle interpellanze. Ovvero quando inserire nell’ordine del giorno i chiarimenti che arriveranno con ogni probabilità dalla presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio. Non è nemmeno da escludere che dai banchi del Gran Consiglio arrivi, in seguito a risposte considerate insoddisfacenti, la proposta di una discussione generale.
Le critiche al governo messe nero su bianco
Nel frattempo l’Mps ha sottoposto ai colleghi di Gran Consiglio la proposta di una risoluzione da adottare. Un documento, che vuole essere soprattutto un messaggio politico, attraverso il quale prendere le distanze dagli incresciosi fatti emersi nelle scorse settimane e dalla blanda risposta del Consiglio di Stato.
La risoluzione si apre con una lunga premessa nella quale si ricordano i fatti e, soprattutto, vengono fatte notare le mancanze del governo. Viene in particolare sottolineato che “il dimissionario consigliere di Stato Claudio Zali ha ammesso di avere esercitato violenza ‘verbale’ nei confronti di una donna”. Comportamenti, quelli di Zali, considerati “gravi” e di fronte ai quali “il Consiglio di Stato avrebbe dovuto assumere tempestivamente le proprie responsabilità politiche e istituzionali, anche attraverso una rivalutazione immediata delle responsabilità dipartimentali del consigliere di Stato interessato”.
Non solo, secondo il testo la responsabilità del governo è più ampia. “Le informazioni sottoposte al Consiglio di Stato già attraverso atti parlamentari passati – si legge nel documento – avrebbero dovuto indurre l’Esecutivo ad approfondire con particolare attenzione i comportamenti attribuiti al consigliere di Stato Zali e, più in generale, i suoi atteggiamenti nei confronti delle donne”.
Fatta la premessa, si arriva quindi al contenuto della risoluzione. Contenuto articolato in nove punti. Dopo aver espresso le condoglianze alle vittime e ribadito una ferma presa di distanza dai fatti avvenuti, c’è anche un rimprovero indirizzato alla Magistratura: “Siamo preoccupati e biasimiamo il modo e i tempi con i quali la Magistratura ha dato seguito alle informazioni ricevute nel 2021 in merito a possibili reati penali riconducibili al consigliere di Stato Claudio Zali, considerato che, secondo quanto emerso, soltanto nell’agosto 2026 è stato aperto un incarto concernente gli stessi fatti e la medesima segnalazione”. Su questo punto, come emerso venerdì, è già stata inoltrata una segnalazione al Consiglio della magistratura. Alle commissioni parlamentari incaricate nell’esercizio dell’alta vigilanza su questo caso, quindi in particolare la ‘Giustizia e diritti’ e la ’Gestione e finanze’, si chiede invece di integrare nei rispettivi lavori tutti gli elementi e le informazioni emersi nel corso delle ultime settimane. Nella risoluzione si vuole però anche guardare avanti: “Invitiamo il governo a prevedere nel Preventivo 2027 un significativo potenziamento delle risorse finanziarie destinate alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere, nonché al sostegno delle vittime, affinché alle dichiarazioni di principio seguano interventi concreti e adeguatamente finanziati”.
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