laRegione

Telefonata Zali - Item, nessun provvedimento

Dall’ex giudice e dal pg ‘comportamenti non sanzionabili’

Di Giacomo Agosta e Andrea Manna

Nessun provvedimento disciplinare per l’ex giudice della Corte di Appello e revisione penale Rosa Item, ora a beneficio della pensione ma ancora attiva quale giudice supplente al Tribunale penale cantonale, e per il procuratore generale Andrea Pagani a proposito di una presunta segnalazione che riguardava una telefonata tra l’ex consigliere di Stato Claudio Zali e la stessa Item. Telefonata, che si inserisce nell’intricato ‘caso Zali’, durante la quale ci sarebbe stata l’allusione a un possibile scambio di informazioni che riguardava un procedimento nel quale era coinvolto Zali. A stabilire che non ci fossero comportamenti da sanzionare è il Consiglio della magistratura. Nelle dieci pagine di decisione datata 5 ottobre si ripercorrono i fatti e le valutazioni del pg e dell’ex giudice.

‘Non poteva aver visionato l’incarto’

La vicenda gira appunto intorno a una comunicazione, datata 18 maggio 2026, all’interno della quale si riferisce di una telefonata risalente ad alcuni anni fa tra Zali e Item. I due, secondo quanto riferito da una donna che ha assistito alla conversazione a chi poi ha redatto la lettera, avrebbero parlato di un procedimento che riguardava un’altra donna e lo stesso Zali e che Item avrebbe visionato nell’ambito della sua attività lavorativa presso il Tribunale d’appello.

La comunicazione, afferma chi scrive la lettera, ovvero ‘Sabrina’ la 52enne morta nel lago a Melide, sarebbe stata inviata al procuratore generale. Pagani, nelle sue considerazioni riportate nella decisione del Cdm, ha però chiarito di non aver mai ricevuto lo scritto da lei. A formulare le sue considerazioni è anche Item, che ammette di aver sentito in passato Zali “in amicizia”. L’ex giudice fa notare come al tempo della telefonata lavorasse alla Corte di Appello e revisione penale, quindi un tribunale di secondo grado. Il caso, però, non era ancora passato dal tribunale di prima istanza. Insomma, Item nella sua qualità di giudice di appello non poteva aver visionato l’incarto e di riflesso violato alcun segreto. A questo si aggiunge il fatto che Zali, in quanto accusatore privato nel procedimento penale oggetto della presunta segnalazione, aveva diritto di esaminare gli atti.

Tra forma e sostanza

Al caso Zali martedì la trasmissione ‘Falò’ ha dedicato un ampio e dettagliato servizio. In coda, un’intervista al procuratore generale Andrea Pagani. A un certo punto il pg ha dichiarato/letto ai colleghi della Rsi quanto segue: “Ci tengo a sottolineare: mai la signora (Sabrina, ndr) ha sostenuto negli atti che Zali avesse fatto sesso con una persona incapace di intendere o volere. Non c’è scritto e non lo ha mai detto da

nessuna parte. E per quanto riguarda l’asserito sequestro di persona non è stato possibile approfondire, con la signora, nel corso del secondo verbale di interrogatorio. Quindi non vi era agli atti nessuna dichiarazione acquisita con le comminatorie di legge contestabile al denunciato”. Limitiamoci alla prima parte del discorso di Pagani. In realtà da qualche parte la donna lo aveva scritto/detto. In una mail inviata al procuratore generale la sera di martedì 7 settembre 2021, Sabrina aveva messo nero su bianco che Zali “ha fatto sesso con una ragazza psichiatrica e con una povera ma davvero povera ragazza violentata dal patrigno in tenera età e giudicata da Claudio Zali”. Il riferimento è al processo celebratosi nel 2009 a Lugano e presieduto dall’allora giudice del Tribunale penale cantonale Zali. In relazione al procedimento penale per reati legati alla sfera sessuale aperto in tempi recenti a suo carico, Claudio Zali ha sempre respinto ogni addebito, dichiarandosi quindi estraneo alle accuse.

Nel messaggio di posta elettronica al pg, la donna affermava tra l’altro: “Lo so, lei mi ha detto che le mail non hanno valenza, ma non ho una stampante e fino a giovedì, che sarò al lavoro, non potrò stamparla e spedirla, per raccomandata”.

A ‘Falò’ Pagani ha accennato ad aspetti procedurali, formali: “(...) mai la signora ha sostenuto negli atti che (…). Non c’è scritto e non lo ha mai detto da nessuna parte (...)”. Da qualche parte invece lo aveva scritto. Se fatti, gli approfondimenti all’epoca del Ministero pubblico avrebbero potuto chiarire se quanto asserito da Sabrina fosse vero o falso. Insomma, forma e sostanza.

CANTONE

it-ch

2026-10-10T07:00:00.0000000Z

2026-10-10T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281565182717019

Regiopress SA