Pretura amministrativa, si intende accelerare
Pretura amministrativa, la ‘Giustizia’ sente Dadò sull’iniziativa per un’autorità di primo grado indipendente dal governo. Mazzoleni: intendiamo accelerare
Di Andrea Manna
Verso l’abolizione del Servizio ricorsi del governo. La Commissione parlamentare ha sentito Dadò sull’iniziativa per l’istituzione di un’autorità giudiziaria di primo grado (indipendente).
Il Servizio ricorsi del Consiglio di Stato potrebbe tra non molto saltare: al suo posto? Un’autorità giudiziaria vera e propria, un’autorità sganciata quindi dal governo. Insomma, un tribunale di primo grado nell’ambito del contenzioso amministrativo. Ieri la commissione granconsiliare ‘Giustizia e diritti’ ha sentito il centrista Fiorenzo Dadò, primo firmatario dell’iniziativa parlamentare, allestita nella forma generica, che chiede di istituire in Ticino “un autorità giudiziaria indipendente e imparziale”, la quale, “analogamente al campo civile e penale, si potrebbe denominare ‘Pretura amministrativa’”. Depositata nell’aprile 2021, l’iniziativa è stata sottoscritta anche dal leghista Boris Bignasca, dai socialisti Laura Riget e Ivo Durisch e dagli allora deputati Lorenzo Jelmini (Centro), Sabrina Aldi (Lega) e Paolo Pamini (Udc). «Dall’audizione di Dadò e dalla discussione mi sembra che la commissione sia d’accordo sul principio della proposta», dice, contattato dalla ‘Regione’, il presidente della ‘Giustizia e diritti’, il leghista Alessandro Mazzoleni.
Una posizione, quella commissionale, che è del resto in linea con quanto si afferma nella risoluzione varata nell’ottobre del 2024 dal Gran Consiglio sulle “Riforme in favore della giustizia ticinese”. E cioè che la ‘Giustizia e diritti’ “ritiene che l’attuale Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato debba essere trasformato in una vera prima istanza amministrativa indipendente”. Ora però la commissione intende velocizzare i tempi di questa trasformazione. «Abbiamo valutato l’opportunità di procedere spediti, nel senso – spiega Mazzoleni – che sia direttamente la ‘Giustizia e diritti’ a muoversi, e non il governo, con la messa a punto di un’iniziativa che propone la modifica della Costituzione cantonale, un passaggio obbligato dato che si tratterebbe di dar vita a un’autorità giudiziaria, a una nuova autorità. Se si dovesse riuscire a sottoporre all’approvazione del Gran Consiglio per esempio già nella sessione di marzo sia il rapporto commissionale a sostegno dell’iniziativa parlamentare del 2021 sia l’iniziativa commissionale per la modifica della Costituzione, su quest’ultima, ovviamente previo ok del plenum del legislativo a entrambe le iniziative, il popolo potrebbe votare, ritengo, il prossimo autunno. In caso di sì dei cittadini alla ‘Pretura amministrativa’, la parola – continua Mazzoleni – passerebbe al Consiglio di Stato per la stesura del messaggio sugli aspetti organizzativi, come il numero dei pretori necessari, i quali al pari degli altri magistrati verrebbero eletti dal parlamento, e sugli aspetti finanziari, con i relativi ritocchi legislativi». Nel giro di qualche anno, magari già nel 2027, la ‘Pretura amministrativa’ potrebbe essere (condizionale indispensabile) una realtà.
Le competenze e le asserite criticità
Il Servizio dei ricorsi, si ricorda nel sito online del Cantone, “esamina e istruisce tutti i ricorsi che vengono presentati al Consiglio di Stato contro le decisioni dei Dipartimenti, dei loro Servizi e di quelli direttamente sottoposti al Consiglio di Stato, nonché quelli inoltrati contro le risoluzioni degli enti locali autonomi di diritto pubblico (Comuni, Patriziati, Parrocchie, Consorzi e altri enti) e formula quindi all’attenzione del Consiglio di Stato le relative proposte di decisione”. In particolare “si vede confrontato con tutte le tematiche attinenti all’edilizia ticinese, con le delibere degli enti pubblici in alcuni settori specifici, nonché con tutte le decisioni emanate da Comuni e
Patriziati nell’ambito delle loro competenze nei confronti dei cittadini così come nell’ambito delle decisioni proprie dei loro organi (Consigli comunali, delegazioni consortili ecc.)”. Il Servizio dei ricorsi, si aggiunge, “rappresenta dunque l’unico servizio giuridico dell’Amministrazione cantonale direttamente dipendente dal Consiglio di Stato al quale quest’ultimo affida l’istruzione di tutti i gravami che vedono il governo cantonale agire quale tribunale di prima istanza in ambito amministrativo”.
Un impianto che non convince per niente gli iniziativisti (e non solo loro). Nell’atto parlamentare di Dadò e cofirmatari viene elencata una serie di criticità del sistema vigente, che vede appunto un servizio dei ricorsi dipendente dall’Esecutivo. Fra cui: “Ambiguità istituzionale del doppio ruolo di governo e giudice del Consiglio di Stato”; “Rischio di decisioni politiche o comunque non disgiunte dalle posizioni del governo o di suoi membri”, “Reticenza del Consiglio di Stato a smentire l’operato dei propri uffici e dipartimenti”. Di qui la richiesta di “un tribunale amministrativo, indipendente e imparziale, di prima istanza anche in Ticino”. Di una Pretura amministrativa. Le cui sentenze sarebbero impugnabili, come lo sono oggi i verdetti del Servizio ricorsi del Consiglio di Stato con ricorso al Tribunale cantonale amministrativo. «Di principio siamo favorevoli, ad ogni modo in seno al gruppo approfondiremo i costi e l’organizzazione che la proposta comporta», osserva il capogruppo del Plr in Gran Consiglio Matteo Quadranti. Il capogruppo socialista e secondo vicepresidente della ‘Giustizia e diritti’ Ivo Durisch non ha dubbi: «Il ricorso contro una decisione amministrativa, concernente le materie ora di competenza del Servizio ricorsi, deve essere valutata da un’istanza di primo grado non legata al Consiglio di Stato, che è un’autorità politica». Mazzoleni rilancia: «Serve un’istanza di primo grado che non sia soggetta, anche all’apparenza, a possibili influenze politiche dell’Esecutivo».
‘Materia che riguarda molti cittadini’
L’audizione? «È andata molto bene – commenta
Fiorenzo Dadò –. Ho trovato una commissione aperta alla proposta. Ciò che l’iniziativa chiede è una riforma importante e di grande portata per la giustizia. È da anni che se ne parla. La casistica è sempre più complessa: i tempi sono pertanto maturi per il cambiamento auspicato». La giustizia amministrativa, evidenzia il presidente del Centro, «coinvolge parecchi cittadini, che devono poter contare anche in primo grado su un autorità giudicante indipendente che esamini i loro ricorsi».
PRIMA PAGINA
it-ch
2026-01-20T08:00:00.0000000Z
2026-01-20T08:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281569477130161
Regiopress SA