‘Quella data è stata messa per un motivo’
La reazione dei due correlatori è presto servita. Matteo Quadranti ci spiega che «già domani (oggi, ndr) chiederemo di confermarci che questo progetto è in fase di revisione e di dettaglio, anche se ci avevano detto sarebbe stato difficile rispettare la scadenza. Ma a tutto questo problema serve una risposta veloce: un conto è se si tratta di una settimana, ma se pensano di far melina per mesi non va per niente bene».
«È chiaro che siamo consapevoli che si tratta di un tema complicato – premette Maurizio Agustoni –, però il decreto legge prevede una scadenza e non ce la siamo inventata io e Quadranti per fare un dispetto al governo». Il senso, riprende il capogruppo del Centro, «è che ci serve sapere con un certo anticipo le modalità attraverso cui il Consiglio di Stato pensa di applicare le iniziative per poi avere il tempo utile e sufficiente per discuterne in modo che il 1° gennaio 2027 possano entrare in vigore. Più il governo si prende tempo, meno ce ne sarà per noi per trovare un accordo e più difficile sarà arrivare a quella data con delle contromisure». In altre parole: «Entrerà in vigore quanto votato dal popolo senza che siano previste le modalità di finanziamento, il che rappresenterebbe un serio problema per le finanze cantonali».
Durisch e Piccaluga: ‘Il governo si muova subito’
Dalla, per ora, seccata calma dei correlatori alla tempesta degli iniziativisti. «Mi dispiace, ma questo modo di procedere da parte del Consiglio di Stato non è accettabile!», afferma perentorio il capogruppo socialista Ivo Durisch. «È una questione di credibilità – rincara – nei confronti dei cittadini e nei confronti del parlamento chiamato ad approvare preventivi e consuntivi. Quel termine temporale – il 1° febbraio – inserito nel decreto, pubblicato poi sul Bollettino ufficiale delle leggi, era uno degli elementi importanti che hanno portato il Gran Consiglio ad approvare il Preventivo 2026. Ora – aggiunge Durisch – mi aspetto che in occasione della prossima seduta, quella di mercoledì, il governo licenzi il messaggio sull’attuazione delle due iniziative approvate dalle urne in settembre. Se così non sarà, mi attendo che i due relatori di maggioranza diano seguito a quello che avevano dichiarato a suo tempo e che quindi si facciano promotori di un’iniziativa parlamentare, e i numeri per il suo accoglimento in Gran Consiglio ci sarebbero, sull’entrata in vigore delle iniziative».
Sull’arrabbiato andante anche il coordinatore della Lega Daniele Piccaluga: «Chiaramente non sono soddisfatto da questo modo di agire, auspico che quanto prima il governo mostri una chiara volontà di proporre un percorso di entrata in vigore che possa soddisfare quanto in maniera schiacciante ha deciso il popolo».
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2026-02-03T08:00:00.0000000Z
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