Sempre meno auto vendute, in Ticino calo oltre la media
A gennaio vendite diminuite del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel nostro cantone il calo è doppio in rapporto alla media svizzera
Di Giacomo Agosta
A gennaio la diminuzione è stata del 10 per cento, il doppio rispetto alla media svizzera. Doninelli (Upsa): ‘Parlando con i clienti emerge un motivo chiaro, il potere d’acquisto si è eroso’.
Un’altra frenata. Il mercato dell’automobile è in costante calo in Svizzera. Una tendenza che in Ticino, dopo un primo periodo dove il nostro cantone aveva retto meglio delle altre regioni, è ancora più accentuata. Nel 2025 il calo di nuove immatricolazioni è stato del 2,5% a livello nazionale e del 5% in Ticino. Stesso discorso anche nel primo mese di quest’anno: -5% in Svizzera e -10% sul piano ticinese. Una riduzione marcata. Se poi si considera l’evoluzione sul lungo periodo il quadro generale è ancora più preoccupante. Tra il 2019 e il 2025 c’è stata una riduzione di nuove immatricolazioni del 27 per cento.
«Il mercato dell’automobile ha chiuso lo scorso anno in calo e anche per il 2026 le prospettive non sono buone. Ci aspettiamo che la tendenza in atto ormai da diversi anni, ovvero dall’arrivo della pandemia di coronavirus vada avanti. Verso il basso per tutte le tipologie di auto in commercio», afferma il direttore regionale dell’Unione professionale svizzera dell’automobile (Upsa Ticino) Marco Doninelli. «Fino al 2024 in Ticino il calo delle vendite era inferiore a quello elvetico. Il nostre cantone reggeva meglio. Poi però c’è stata un’inversione della tendenza e ora a sud delle Alpi si vendono meno veicoli rispetto alla media».
Ma come spiegare questa riduzione? Trovare una sola risposta esaustiva è complicato e sicuramente in gioco ci sono più fattori. Un punto centrale rimane però l’erosione del potere d’acquisto. «Tra i garagisti se ne parla, ci si confronta e si condivide quello che dicono i clienti», afferma Doninelli. «L’impressione principale, condivisa da tutti, è che le persone hanno semplicemente meno soldi da spendere. Alcune spese alle quali non si può rinunciare, penso soprattutto alle casse malati e agli affitti, continuano a salire. Di conseguenza – aggiunge il presidente dell’Upsa Ticino – i cittadini rinunciano a beni e servizi che non sono strettamente necessari. L’automobile, o magari la seconda automobile familiare, sono tra questi».
L’elettrico non decolla
C’è poi la questione delle auto elettriche. Nonostante il loro numero continui ad aumentare, il mercato non è ancora “esploso”. «Fabbricanti e importatori hanno spinto molto verso questi veicoli, ma il mercato non ha risposto. Nonostante le promozioni i clienti sono ancora restii a comprare un’automobile elettrica o ibrida. Manca ancora un “clic” per poter dire che stiamo definitivamente andando verso la mobilità elettrica». Anche perché, da parte dei consumatori, c’è un certo disorientamento davanti alle ultime scelte politiche in materia di trasporti. «Da una parte – spiega Doninelli – si continua ad affermare che la strada dell’elettrico è quella da seguire. Dall’altro, vengono tolti alcuni vantaggi». Il riferimento è alla decisione del Consiglio federale di abolire, a partire dal 1° gennaio 2024, l’esenzione dell’imposta sugli autoveicoli per le auto elettriche. Una misura introdotta in precedenza proprio per incentivare queste vetture e rimossa per compensare le perdite di entrate del fondo Fostra, quello destinato alle strade nazionali e i programmi d’agglomerato. «È vero che si è riequilibrata la situazione, ma si tratta comunque di una tassa che prima non c’era e la si applica a veicoli che, ancora oggi, costano in media un po’ più di quelli a motore endotermico».
Sul piano cantonale sono due i dossier. Primo: l’imposta di circolazione «il cui sistema di calcolo è stato modificato dal Cantone rispetto alla proposta votata dal popolo, prendendo in considerazione oltre alle emissioni anche il peso del veicolo. In questo modo – dice Doninelli – le auto elettriche pagano leggermente di più in confronto al calcolo originale». Secondo: gli incentivi cantonali. «Fino al 2023 c’erano incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici. Ora invece le sovvenzioni sono legate alla rottamazione dell’automobile che viene sostituita con una vettura elettrica. È un sistema che però non funziona molto bene – precisa il presidente dell’Upsa Ticino –. Alle nostre latitudini la rottamazione è rara, le auto hanno un valore anche dopo aver percorso molti chilometri. Piuttosto che essere rottamate vengono vendute all’estero». Motivo per cui il sistema, prossimamente, potrebbe essere rimesso in discussione.
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