Designati i correlatori del controprogetto
Nel nuovo round di trattative trovata la quadra sulle deroghe ai Ccl. Ora tocca ad aspetti tecnici. Probabile l’approdo in Gran Consiglio ad aprile
di Vittoria De Feo e Jacopo Scarinci
Dopo settimane di confronto tra le parti, imboccata la strada del compromesso e chiariti alcuni aspetti legati ai Ccl. Il tema dovrebbe sbarcare in parlamento ad aprile.
Il pragmatismo della base del Partito socialista – che settimana scorsa ha deciso all’unanimità di imboccare la strada del compromesso a partire dalle proposte formulate dalla commissione parlamentare ‘Gestione e finanze’ – si è tradotto nella designazione di cinque correlatori sul controprogetto all’iniziativa popolare socialista ‘Per un salario minimo sociale’. Si tratta dei quattro presidenti dei partiti di governo – Fabrizio Sirica per il Ps, Alessandro Speziali per il Plr, Fiorenzo Dadò per il Centro e Daniele Piccaluga per la Lega dei ticinesi – e per l’Udc del deputato Tiziano Galeazzi. Quanto ai Verdi, gli ecologisti devono ancora pronunciarsi all’interno del proprio gruppo; eventualmente la cocoordinatrice Samantha Bourgoin si aggiungerà agli altri cinque correlatori.
Il compromesso, che ormai possiamo chiamare controprogetto, della ‘Gestione’ fissa alcuni principi. A partire dall’aumento del salario minimo alla forchetta compresa tra 21,75 e 22,25 franchi orari (oggi è tra 20 e 20,50 franchi), in tre step prima di diventare effettivo: dal 2027 il salario minimo salirebbe a 20,50/21 franchi, dal 2028 a 21/21,50 e alla fine, appunto, dal 2029 a 21,75/22,25. Insomma, un aumento in media di 320 franchi al mese, 3’850 l’anno. Non solo. Alla fine del 2030 questo salario verrebbe indicizzato – un ipotetico quarto aumento. Per calcolare il salario minimo saranno inoltre considerati anche i benefit che aiutano a stabilire il salario secondo i criteri stabiliti dall’Avs. È poi contemplata una deroga per i settori coperti da Contratto collettivo di lavoro: è cioè previsto che entro il 2030 ci sia un passaggio obbligatorio al primato del salario minimo legale. Nella legge sarà inserita pure una deroga per quei Ccl che a causa dell’applicazione delle nuove forchette vedrebbero “comprovate e ingenti” perdite di posti di lavoro poiché si tratterebbe di una remunerazione insostenibile. Su quest’ultimo punto, settimana scorsa il comitato cantonale socialista si era pronunciato in favore dell’unanimità della Commissione tripartita per deciderla, ma – come vedremo – sarà accettabile in casa Ps anche solo una maggioranza dei due terzi. Sui benefit, il rilancio socialista è che come condizione non siano comprese compensazioni di sforzi lavorativi.
Sirica: ‘Dubbi accolti’
È un Fabrizio Sirica «molto soddisfatto» quello che commenta la designazione dei cinque correlatori. «I dubbi della base socialista – ci dice il copresidente del Ps e primo firmatario dell’iniziativa popolare – sono stati compresi, discussi e accolti dalla ‘Gestione’». E tiene a sottolineare: «Se sono correlatore è perché questi nodi sono stati affrontati». Concretamente, spiega, «il dubbio relativo ai benefit è stato sciolto». Di più. «La tempistica dei tre anni – prosegue – sarà iscritta nella legge. La deroga a partire dal 2030 sarà poi decisa da almeno due terzi della Commissione tripartita. Una quota rassicurante di ulteriore garanzia nella misura in cui non bastano sindacati e datori di lavoro, ma deve esserci anche lo Stato».
Un Sirica soddisfatto, dicevamo. «È un passo reale e concreto – rimarca – in favore del potere d’acquisto e che fissa delle tempistiche certe. Si tratta di soldi che possono fare la differenza per le fasce più fragili della popolazione». E aggiunge: «Siccome nell’analisi siamo andati nel dettaglio, ho avuto molte rassicurazioni su un’applicazione e delle formulazioni che ci vedranno parte molto attiva». In altri termini, «questi aspetti non saranno delegati ad altri, evitando eventuali conseguenti rischi».
Sulle tempistiche, con ogni probabilità il controprogetto non sbarcherà in aula già a marzo, ma ad aprile. «Dubito – osserva Sirica, che è anche presidente della ‘Gestione e finanze’ – che firmeremo il rapporto già settimana prossima. Anche perché vogliamo coinvolgere pure il Dipartimento finanze ed economia e valutare alcuni aspetti con l’ispettorato del lavoro». Quanto all’iniziativa, il Ps la ritirerà «solo scaduti i tempi di referendum e di crescita in giudicato della legge. A ogni modo a dare il mandato di ritirarla formalmente sarà il comitato cantonale in agenda il prossimo 26 marzo», conclude Sirica.
Speziali: ‘Si va nella giusta direzione’
Una conferma del fatto che «si sta marciando nella giusta direzione» arriva anche dal presidente
Alessandro Speziali,
del Plr che sottolinea come «ci sono ancora aspetti giuridici da verificare, al fine di evitare passi falsi, ma sistemato questo aspetto penso che in qualche modo una soluzione la si troverà. Le preoccupazioni di entrambe le parti sono state prese molto in considerazione, un buon esito speriamo arrivi e speriamo sia soprattutto coerente». Per Speziali, infatti, «sarà una soluzione sensata mettendo insieme gli obiettivi del salario minimo, senza creare contraccolpi causati dalla perdita di posti di lavoro». La trattativa continua, insomma: «All’inizio ognuno aveva le proprie linee rosse – risponde Speziali –, ma nel corso del dibattito anche le linee rosse possono rivelarsi non in antitesi tra loro». Sulle tempistiche, il presidente del Plr conferma che «dobbiamo consolidare alcuni aspetti, non abbiamo fretta di concludere a giorni». E comunque, se davvero la nave arriverà in porto, «sarà stato un bell’esercizio da parte di tutti, senza scommesse in votazione popolare dove alcuni parametri (ad esempio il montante orario, ndr) erano un po’ ballerini». Quindi, conclude Speziali, «se per una volta il Gran Consiglio arriva a trovare insieme una soluzione, tanto meglio».
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