laRegione

Scomunica contestata ‘Ma a noi non cambia nulla’

ANSA/RED

La Fraternità San Pio X scrive al Papa dopo la scomunica e “promette di non accogliere queste nuove sanzioni, oggettivamente ingiuste e invalide, nell’amarezza o nella ribellione”. Il superiore, don Davide Pagliarani, in una lettera a Leone XIV, parla ancora di “confusione morale e dottrinale” nella Chiesa e confida che un giorno il Papa, o un suo successore, potrà scoprire che “non siamo un coacervo di serpenti e di scorpioni, ma un piccolo esercito di figli leali”. Gli scismatici ostentano serenità e chiedono anche una benedizione al Pontefice “come figli Suoi. Per noi nulla è cambiato e mai nulla cambierà”. Una replica che lascia intendere che non c’è alcun margine di dialogo e che d’ora in poi il Vaticano dovrà lavorare duramente per recuperare sacerdoti e laici da questa separazione senza via di ritorno.

Intanto si prepara un altro strappo, in questo caso dalla piccola comunità dei Redentoristi Transalpini, una costola degli stessi seguaci di Marcel Lefebvre. Invece le diocesi cattoliche, dopo il diktat della Dottrina della Fede, prendono provvedimenti chiedendo ai fedeli di non farsi trascinare da quest’onda. Con il Financial Times che sottolinea che lo scisma dei lefebvriani mette i cattolici Maga sotto pressione. La rottura infatti rischia di acuire le tensioni all’interno del mondo cattolico, dopo lo scontro pubblico tra Trump e JD Vance con il pontefice americano. Il Vaticano dunque si prepara ad assistere a una nuova consacrazione episcopale senza il mandato del Papa. Dal pratone di Ecône si passa all’isola, nelle Orcadi scozzesi, di Papa (si chiama proprio così) Stronsay. La decisione è stata annunciata dai Figli del Santissimo Redentore, noti anche come Redentoristi Transalpini. La storia è un po’ una fotocopia di quanto si è visto in questi giorni anche se riguarda una comunità minuscola. Trascinati dallo scisma di Lefebvre quasi quattro decenni fa, c’era stata poi nel 2008 la riconciliazione grazie a Benedetto XVI. Ora sono pronti invece a un atto scismatico. “Consacrerò Padre Michael Mary il 25 luglio” e “sarà consacrato in assenza di un mandato apostolico, poiché la Sede di Roma è chiaramente occupata dai nemici di Dio”, ha annunciato monsignor Pierre Roy, superiore generale. Immediata la replica del vescovo di Aberdeen Hugh Gilbert: “Sono vescovi che negano che il Santo Padre sia effettivamente il Papa” e “sono tenuto a chiarire ai fedeli della diocesi che qualsiasi ordinazione episcopale di questo tipo sarebbe illegittima e un grave atto di disobbedienza alla Chiesa”.

ESTERO / SVIZZERA

it-ch

2026-07-04T07:00:00.0000000Z

2026-07-04T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281569477465448

Regiopress SA