Dimissioni in magistratura, Respini lascerà a gennaio
Vicecancelliere, procuratore, sost pg e dal 2021 giudice
Di Andrea Manna
È stato vicecancelliere, procuratore pubblico, sostituto pg e membro del Cdm. Dal 2021 è giudice e presiede la Corte dei reclami penali. Se ne va un togato di grande esperienza.
È magistrato da venticinque anni, dapprima come procuratore pubblico e poi come giudice. Nicola Respini (area Centro) ha comunicato di recente al Gran Consiglio, l’autorità di nomina, le proprie dimissioni dalla magistratura. Diverranno effettive con il 31 gennaio 2027, considerato il termine di disdetta di sei mesi previsto per i togati. Giudice d’appello dal 2021, Respini presiede da allora la Corte dei reclami penali.
Il limite di età per l’attività di magistrato è di 70 anni. Respini ha deciso di lasciare il Palazzo di giustizia a 66. Una lunga carriera. Nato il 25 gennaio 1961 a Cevio, Respini, dopo la maturità liceale a Lugano, studia all’Università di Friborgo, dove nel 1987 si laurea in diritto. Rientrato in Ticino, consegue il brevetto di avvocato nel 1991. Sempre dal 1991, e per una decina di anni, lavora quale vicecancelliere nell’allora Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello. Erano gli anni anche delle rogatorie, e dei relativi ricorsi alla Camera, inoltrate dai pubblici ministeri di Milano nell’ambito dell’inchiesta ‘Mani pulite’. Ovvero delle (molte) domande di assistenza giudiziaria presentate alle autorità elvetiche dai magistrati italiani che sui conti bancari ticinesi cercavano le prove della corruzione che aveva travolto buona parte della classe politica della (prima) Repubblica. “Ho lavorato con due giudici presidenti della Camera dei ricorsi penali: inizialmente con Claudio Lepori e in seguito, designato Lepori giudice dell’istruzione e dell’arresto, con Michele Rusca: quegli anni sono stati per me una vera e propria palestra”, ricorda Respini intervistato dalla ‘Regione’ in occasione della sua elezione a giudice d’Appello.
Il 19 dicembre 2000 la nomina a procuratore da parte del Gran Consiglio. Con lui, in quella seduta parlamentare, vengono eletti pp Mario Branda e Arturo Garzoni. L’anno successivo, al Ministero pubblico,
Respini inizia così la sua carriera in magistratura. Numerose le inchieste da lui coordinate. In tribunale indossa a più riprese i panni della pubblica accusa. È procuratore capo quando a dirigere il Ministero pubblico è John Noseda. Ed è sostituto procuratore generale, responsabile della sezione di pp dedita al perseguimento dei reati cosiddetti di polizia (illeciti non finanziari), quando alla testa dell’autorità di perseguimento penale c’è il pg Andrea Pagani. Il 21 giugno 2021 il parlamento elegge Respini giudice del Tribunale d’appello: subentra a Mauro Mini alla testa della Corte dei reclami penali. Il verdetto del Gran Consiglio è netto già alla prima (e unica) tornata: sessanta voti. Ampiamente superata la maggioranza assoluta. Nulla da fare per gli altri candidati.
Respini è stato anche membro (in rappresentanza del Ministero pubblico) e vicepresidente del Consiglio della magistratura, l’organo che vigila sul funzionamento dell’apparato giudiziario cantonale. Alla fine del gennaio prossimo Nicola Respini, togato di grande esperienza, lascerà la magistratura. Prima di pubblicare il concorso per l’elezione del/la subentrante di Respini, la commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’ attende la scadenza del termine per l’eventuale esercizio del diritto di opzione da parte degli altri giudici del Tribunale d’appello. Fissato da quest’ultimo, il termine scadrà martedì 11 agosto. A quel punto la commissione saprà se uno o più giudici hanno manifestato l’intenzione di passare alla Corte dei reclami penali. Potrà così indicare nel concorso la Sezione/la Camera del Tribunale dove opererà il/la nuovo/a giudice. In base al Regolamento, il Tribunale d’appello ha tra i compiti quello di designare “il presidente, il vicepresidente e i membri delle Sezioni e delle Camere; in caso di vacanza in una Camera va considerato il diritto di opzione secondo l’anzianità di carica nel Tribunale e, qualora fosse la medesima, fa stato l’età maggiore”.
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