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Al Consiglio degli Stati passa il compromesso salva-accordo

La sinistra mantiene la minaccia referendaria

Poco più di mezzo miliardo di franchi è la somma che il Consiglio degli Stati ha stabilito lunedì per superare l’ostilità degli ambienti agricoli all’accordo di libero scambio tra gli Stati dell’Aels (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) e il Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay). L’intesa, poi approvata per 35 voti a 7 e 3 astensioni, include anche misure di accompagnamento a favore dello sviluppo sostenibile. La sinistra però mantiene la minaccia del referendum contro un accordo definito «strategico» dal ‘ministro’ dell’economia Guy Parmelin (Udc). Si riparte così (domani) alla volta del Nazionale, che in giugno aveva affossato l’intesa per 96 voti a 86 e 9 astenuti grazie alla convergenza fra l’Udc, alcuni esponenti del Centro e il campo rosso-verde. Allora una minoranza Udc, sostenuta dalla maggioranza degli esponenti del Centro e da taluni Plr, aveva chiesto invano 880 milioni di franchi (al posto dei 158 milioni proposti dal Governo) per il periodo 2028-2035 allo scopo di compensare le perdite materiali che il settore agricolo elvetico subirebbe a causa dell’aumento delle importazioni (carne, pollame e vino, soprattutto) e dei costi di produzione. La sinistra, invece, si era vista bocciare le proprie proposte in materia di difesa dei diritti umani e dell’ambiente.

Ps e Verdi per regole vincolanti

Quanto accaduto in estate alla Camera del popolo ha messo in allarme gli ambienti più vicini all’economia, specie d’esportazione, che vedono nel Mercosur un importante sbocco. La commissione preparatoria del Consiglio degli Stati – sotto la regia di Benedikt Würth (Centro/Sg) – ha così messo a punto un compromesso che prevede una ‘compensazione’ per i contadini di 517 milioni per il periodo 2028-2033 (480 milioni per crediti d’investimento e 37 milioni per la promozione dello smercio).

Il Consiglio federale dovrà inoltre controllare attentamente gli effetti dell’accordo sull’agricoltura e sugli altri settori economici, coinvolgendo periodicamente le commissioni parlamentari competenti e gli ambienti interessati e presentando un rapporto al Parlamento dopo cinque anni. Per venire incontro alla sinistra, il plenum vuole poi che l’attuazione degli impegni internazionali della Svizzera in materia di lotta contro il lavoro forzato sia oggetto di un monitoraggio periodico. Nei Paesi del Mercosur, la Svizzera dovrà inoltre continuare a sostenere programmi efficaci di lotta alla deforestazione e di promozione di catene del valore sostenibili, in particolare nella regione amazzonica. La sinistra voleva regole vincolanti. Come quelle dell’Ue sulla deforestazione, o il divieto di importare merci prodotte col lavoro forzato. A questo punto, se il Nazionale non affosserà l’accordo, il referendum è una certezza.

SVIZZERA

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2026-09-15T07:00:00.0000000Z

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