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Le precisazioni del governo per far avanzare il dossier

Sul delicato dossier della revisione delle stime immobiliari, una modifica con un possibile impatto di centinaia e centinaia di milioni di franchi sul quale la popolazione sarà presto chiamata a votare, il Consiglio di Stato ha presentato le sue valutazioni. Ovvero una serie di chiarimenti richiesti dal Gran Consiglio prima che l’iniziativa popolare ‘Sì alla neutralizzazione dei valori di stima’ passi dai banchi del parlamento alle schede di voto.

Ora, chiariti i dubbi su cosa implica nel concreto l’iniziativa, il tema è pronto a ritornare in aula in modo da poter andare in votazione popolare a giugno.

“Il testo – scrive il governo a proposito dell’iniziativa lanciata dall’Udc e sostenuta anche da esponenti di Lega, Plr e Centro – prevede il principio secondo cui una revisione generale dei valori di stima non debba comportare un aumento automatico del gettito o una riduzione delle prestazioni sociali”. Proprio il termine ‘automatico’ è centrale. “Secondo il testo dell’iniziativa, quindi, il nuovo articolo costituzionale obbliga il legislatore, al momento della revisione generale delle stime, a chinarsi sul tema riguardante l’aspetto della pressione fiscale e quello delle prestazioni sociali, rispettando una determinata procedura, in modo che il Parlamento possa prendere piena coscienza di tali conseguenze e quindi proporre le eventuali modifiche legislative che riterrà opportune”. La revisione delle stime, va ricordato, è infatti un passaggio obbligato per il Ticino. Attualmente nel nostro cantone sono intorno al 40 per cento del valore di mercato e devono essere portate, secondo il Tribunale federale, almeno al 70.

Revisione generale che il Ticino ha deciso di rimandare al più tardi al 2035. Nel frattempo, insieme al Preventivo 2026, è stato fatto un aggiornamento dei valori pari al 15 per cento. “Il Consiglio di Stato – si legge sempre nel messaggio governativo – non ha mai considerato una revisione generale delle stime con un raddoppio dei valori privo di accompagnamento dal profilo delle basi legali che fanno capo al valore di stima per percepire imposte o tasse o elargire contributi”.

D’altra parte, gli importi in gioco sono elevati, molto elevati. L’impatto teorico di un allineamento dei valori di stima ai valori di mercato è stato calcolato nel 2024 in complessivi 431 milioni di franchi, tra maggiori tributi (404,5 milioni di franchi) e minori sussidi (25,5 milioni di franchi), suddivisi in 228,9 milioni per il Cantone e 202,1 milioni per i comuni.

C’è poi un altro punto importante, emerso più volte durante il dibattito in aula: una possibile disparità di trattamento tra sostanza immobiliare e sostanza mobiliare. “Un’eventuale correzione del maggior gettito d’imposta attraverso misure di compensazione esclusivamente a favore dei proprietari immobiliari rappresenta una violazione della Legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni, come pure della Costituzione federale, in particolare il principio dell’uguaglianza di trattamento e i principi della generalità e dell’uniformità dell’imposizione come pure il principio dell’imposizione secondo la capacità economica”. Un altro obiettivo dell’iniziativa è quello di evitare che un aumento delle stime immobiliari si traduca in una revisione al ribasso degli aiuti sociali per le persone che ne beneficiano. “Le diverse prestazioni sociali tengono conto della sostanza secondo modalità eterogenee, sia per quanto concerne la definizione della sostanza computabile sia per quanto riguarda il suo peso nel calcolo del diritto”. Una rivalutazione dei valori di stima degli immobili avrebbe pertanto effetti differenziati a seconda della prestazione considerata. “Analogamente a quanto illustrato per gli aspetti fiscali, un’eventuale compensazione degli effetti dell’adeguamento delle stime nell’ambito delle prestazioni sociali presuppone interventi mirati sulle singole basi legali settoriali”. Le prestazioni potenzialmente interessate comprendono, in particolare, le prestazioni complementari all’Avs/Ai, la riduzione dei premi nell’assicurazione malattia (Ripam), le prestazioni previste dalla Laps, le prestazioni assistenziali, le rette giornaliere per le case anziani nonché le prestazioni cantonali per il mantenimento a domicilio di persone anziane e invalide. Diversa è la situazione per le altre prestazioni di competenza cantonale. In tali ambiti, analogamente a quanto avviene sul piano fiscale, una compensazione può avvenire unicamente a livello complessivo della prestazione considerata e non su base individuale. Il margine di manovra risulta pertanto più ampio.

Il Consiglio di Stato ricorda poi come la revisione potrebbe avere un impatto anche sulla perequazione intercantonale. La cifra che verrebbe a mancare al Ticino sarebbe compresa tra i 30 e i 36 milioni di franchi. Tutti motivi che portano il governo a opporsi all’iniziativa popolare.

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2026-02-03T08:00:00.0000000Z

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