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Avanzano terzo binario e fermata Indipendenza

Il Tribunale amministrativo federale ha respinto tutti i 17 ricorsi che contestavano l’opera in sé e le misure foniche ritenute insufficienti dai confinanti

Nulla da fare per i 17 confinanti che avevano sollevato obiezioni sul terzo binario di 1,6 km previsto sin dal 2019 fra la stazione di Bellinzona e il sottopasso del Tombone in direzione di Giubiasco, comprese una seconda galleria di 300 metri sotto Montebello e una fermata Tilo dietro Piazza Indipendenza. Progetto, ricordiamo, resosi necessario nel contesto delle nuove gallerie di base del San Gottardo e Ceneri per garantire un’ottimale percorribilità interna al Ticino, ma anche nazionale e internazionale a fronte dell’accresciuto traffico passeggeri e merci. Il Tribunale amministrativo federale (Taf) ha respinto i ricorsi interposti contro la decisione dell’Ufficio federale dei trasporti (Uft) che nel gennaio 2024 aveva approvato il progetto accogliendo alcune contestazioni dei ricorrenti e respingendo tutte le altre.

Per ora impraticabile l’alternativa sul Piano

Alcuni ricorrenti contestavano la necessità dell’opera da 200 milioni di franchi invocando l’eventuale circonvallazione ferroviaria di Bellinzona, a suo tempo prevista sul Piano di Magadino ma poi uscita dai radar. Gran parte delle argomentazioni concernevano invece il rumore: contestate in particolare le valutazioni dello studio d’impatto ambientale, l’esigua altezza prevista delle pareti antirumore (meno dei canonici quattro metri) e talune facilitazioni concesse alle Ffs (misure di protezione alternative su taluni edifici privati quali finestre fonoisolanti e schermatura terrazzi). Ebbene il Taf ritiene che il progetto sia conforme al Piano settoriale dei trasporti adottato dal Consiglio federale nel 2018 e che sia attualmente impraticabile l’alternativa di una circonvallazione visto che la sua progettazione come parte integrante del Programma di sviluppo strategico dell’infrastruttura ferroviaria (Prossif) è stata rinviata dal Parlamento federale a data da definire e perciò da riconsiderare al momento dell’elaborazione di una successiva fase di ampliamento del Prossif. Quanto all’impatto fonico, il Taf ha respinto le critiche mosse allo studio ambientale confermando la conformità dei metodi di valutazione del rumore. Il progetto “rappresenta il punto d’equilibrio necessitato dai contrapposti interessi pubblici fra lotta contro il rumore e protezione del paesaggio”. Nel dettaglio l’altezza delle pareti antirumore (ridotta rispetto al consueto) è condizionata dalla prossimità di siti iscritti all’Unesco (i castelli e la murata che sale verso Montebello) e della parte di città inserita nell’Isos (Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale).

Pareti perturbanti se troppo alte

In questo contesto l’altezza ammissibile delle pareti, ritenuta da tutti i ricorrenti troppo esigua, non poteva essere aumentata, viste appunto le esigenze di protezione del paesaggio ribadite dall’Ufficio federale della cultura secondo cui in questo contesto le pareti “devono essere le più contenute possibile”. Considerata la necessità di preservare una visibilità della storia architettonica della città, secondo il Taf “pareti troppo elevate potrebbero mettere in pericolo l’obiettivo di protezione e costituire un elemento perturbante”. In taluni tratti inoltre pareti più alte non conferirebbero un vantaggio significativo per la protezione fonica e sarebbero sproporzionate sotto il profilo dei costi. Solo in un punto le pareti previste saranno più alte delle attuali. Da ultimo, non essendovi provvedimenti tecnicamente possibili ed economicamente sostenibili, le facilitazioni alternative concesse sono secondo il Taf giustificate.

Nel dettaglio il Taf ricorda che il progetto originario del 2019 è stato successivamente modificato e aggiornato dalle Ffs cinque volte, sia a seguito dei vari ricorsi ripetutamente interposti (inizialmente c’era anche quello del Municipio, accolto, a causa dell’elettrosmog generato dalla linea di contatto su una parte di Scuole Sud), sia grazie ad affinamenti propri svolti dalle Ffs. Subito alcuni confinanti avevano inoltre chiesto alla Commissione federale di stima una prova fonica a futura memoria (misurazioni con strumenti certificati eseguite da esperti e applicazione di altri parametri di calcolo del rumore) ritenendo inattendibili e sottostimati i dati teorici indicati nel Rapporto d’impatto ambientale (Ria). La commissione aveva dato seguito, ma i richiedenti ritenendo l’incarico incompleto l’avevano impugnato davanti al Taf, che ora li ha però sconfessati. E così la procedura parallela dinanzi alla commissione è decaduta (priva d’oggetto) a seguito dell’odierna sentenza del Taf.

Non escluse misure correttive a posteriori

Sempre in materia di rumore, taluni ricorrenti chiedevano perizie indipendenti volte a esaminare se fossero corretti i modelli di calcolo posti alla base del Ria e delle successive valutazioni eseguite dalle autorità coinvolte. Ma anche qui niente da fare: secondo il Taf fa stato la direttiva Uft – valida sul piano federale, usata in tutti progetti Ffs e convalidata dalla giurisprudenza – secondo cui il rumore ferroviario viene determinato di principio tramite calcolo, mentre misurazioni fisiche sono ammesse solo per situazioni particolari (per esempio gli impianti di smistamento) e quella del terzo binario non figura fra queste. Il metodo usato insomma rappresenta lo stato attuale della tecnica, considera l’evoluzione dei treni (più silenziosi) ed è ritenuto dal Taf sufficientemente preciso, anche perché considera adeguatamente i dati di transito ferroviario. Tra l’altro i valori indicati nelle tabelle “non sottostimano il carico di rumore, bensì lo sovrastimano”. E in linea generale “se la legislazione comporta a giusto titolo lo scopo di proteggere la popolazione dal rumore, ha altresì anche lo scopo di permettere e garantire lo sviluppo delle necessarie infrastrutture”. In ogni caso il Taf rassicura: “Il sistema normativo prevede meccanismi di controllo a posteriori, perciò se le emissioni dovessero aumentare oltre le previsioni, l’Uft richiederà una nuova verifica e misure correttive”.

Fermata e sottopasso necessari

A chi ha contestato l’utilità della fermata Piazza Indipendenza, il Taf risponde che “la motivazione dei ricorrenti risulta carente e non consente di comprendere quali inconvenienti concreti tale fermata potrebbe arrecare loro. È peraltro destinata a favorire gli spostamenti in treno, obiettivo ulteriormente sostenuto dall’introduzione della frequenza ogni quarto d’ora”. Un interesse superiore dunque da difendere, oltre al fatto che la popolazione locale potrà usufruire di una nuova fermata Tilo vicino a casa. Qualcuno ha anche contestato la reale utilità di realizzare il sottopasso pedonale fra vicolo Von Mentlen a via Dragonato (stradine poste ai due lati della linea ferroviaria) temendo anche sporcizia e comportamenti incivili. Il Taf ricorda che tale realizzazione figura fra le misure di compensazione dell’intervento incisivo sulla murata medievale (scavo secondo tunnel). Misure cofinanziate da Cantone e Confederazione e “volte a migliorare l’aspetto urbano, paesaggistico e infrastrutturale nei dintorni del bene iscritto nel patrimonio mondiale Unesco”. Misure che in parte ripristineranno antichi collegamenti andati persi con l’avvento della ferrovia a fine ’800. Per finire, il Taf ricorda che questa sentenza può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale. Non è da escludere che il terzo binario prenda la via di Losanna. Dal canto loro le Ffs, indicano in un comunicato, hanno accolto con favore la sentenza del Taf e precisano che, pur non essendo ancora cresciuta in giudicato, l’inizio dei lavori è attualmente previsto per la primavera del 2027, mentre la messa in esercizio definitiva è programmata per la fine del 2033.

BELLINZONA E VALLI

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2026-02-18T08:00:00.0000000Z

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