Un fine settimana di corsa alle pompe di benzina
M.M.
Nelle ultime ore il prezzo medio della benzina nei centosei distributori della provincia di Como è iniziato a calare: gli automobilisti che hanno fatto il pieno, però, non se ne sono accorti. Come sempre, quando si tratta dell’aumento vertiginoso dei prezzi, il cambiamento è repentino. Il calo, invece, va a passo di lumaca. Chi ha fatto il pieno di gasolio nelle ultime settimane si è infatti accorto che nella provincia di Como è tra i più cari d’Italia.
Nel Comasco, dal 4 febbraio a venerdì scorso, il prezzo del gasolio è aumentato del 30%. Più contenuto il rincaro della benzina. I dati sono stati forniti da ‘Staffetta quotidiana’, il quotidiano delle fonti di energia che ogni giorno elabora i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle imprese e del Made in Italy, a cui i distributori sono obbligati a comunicare la variazione dei prezzi. Lo stesso Ministero indica anche il prezzo medio, che deve essere segnalato ai distributori. Chi non lo fa rischia pesanti sanzioni. La Guardia di Finanza, incaricata di effettuare i controlli, ha in tal senso accertato numerose irregolarità. Nel Comasco il 5% dei distributori è infatti stato contravvenzionato.
Per quanto riguarda il gasolio, lo scorso 4 febbraio il prezzo medio al litro era di 1,70 euro nella provincia di Como. In base all’elaborazione dei prezzi relativi al 10 aprile, il costo del gasolio è schizzato a 2,197 euro di media: prezzo che sarebbe di oltre 2,40 euro al litro se non fosse subentrato il taglio delle accise, provvedimento deciso dal governo e prolungato sino al prossimo 1° maggio, che allo Stato italiano costa oltre 1 miliardo di euro, somma insostenibile considerato lo stato di salute dell’economia italiana (sono stati tagliati fondi alla sanità, settore che avrebbe invece bisogno di maggiori risorse). In pratica quasi 50 centesimi di euro al litro in più in due mesi, che in percentuale significa un rincaro del 30%, contando già il bonus delle accise. Sabato a Como la forbice del gasolio (in modalità self-service) era compresa fra i 2,07 e i 2,23 euro al litro, mentre a livello provinciale tra 1,999 e 2,32 euro al litro. A Chiasso e Pizzamiglio – dove storicamente i prezzi sono più bassi – il diesel era venduto a 2,30 franchi. Considerata la forza del franco la differenza dei prezzi praticati al di qua e al di là della ramina rende favorevole fare il pieno nei distributori italiani della fascia di confine.
Venendo alla benzina, lo scorso 4 febbraio il suo prezzo medio in provincia di Como era di 1,634 euro al litro. Venerdì scorso (con lo sconto di quasi 25 centesimi) la benzina era a 1,781 euro al litro. Un prezzo medio più conveniente rispetto a quello praticato sul piano nazionale. A livello provinciale la forbice è compresa fra 1,60 e 1,89 euro al litro. Nei quindici distributori di Como un litro di verde costa tra 1,70 e 1,82 euro al litro. A Chiasso e Vacallo per un litro di benzina occorrono 1,88 franchi. Il cambio franco-euro incide notevolmente anche sul pieno, decisamente più conveniente a Como. Non a caso insomma, nel fine settimana, c’è stato l’assalto di automobilisti ticinesi alle pompe di benzina, soprattutto quelle dei centri commerciali che da sempre praticano i prezzi più convenienti. Oltre a riempire il carrello della spesa, si approfitta per fare anche il pieno di benzina. In definitiva, due piccioni con una fava, anche e soprattutto per via del franco forte.
CANTONE
it-ch
2026-04-13T07:00:00.0000000Z
2026-04-13T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281573772264326
Regiopress SA