Verso un accordo di settore con gli editori
Dopo vent’anni senza intesa, gli operatori dei media del Ticino e della Svizzera tedesca sono a un passo dal suggellare un accordo di settore per la regolamentazione delle condizioni minime di lavoro nella stampa. Il sindacato dei media syndicom ha approvato la convenzione martedì e, in una nota, parla di un “primo passo verso un vero e proprio contratto collettivo di lavoro”. Ora spetta all’Associazione degli editori Vsm decidere in merito alla propria adesione il prossimo 7 maggio. Il passo appare scontato dopo che una settimana fa l’organizzazione si è manifestata positivamente al riguardo. In una nota l’accordo veniva definito “un importante segnale di partenariato sociale”.
Stando al comunicato di syndicom, anche l’organizzazione dei giornalisti Impressum, che una settimana fa ancora respingeva la convenzione, “ha dichiarato di volersi unire all’iniziativa”. Affinché l’accordo di categoria entri in vigore, è necessario che un numero sufficiente di case editrici lo sottoscriva, in modo che almeno 3mila dipendenti siano soggetti al contratto. Si tratta, secondo il quorum concordato, dei tre quarti dei potenziali operatori dei media.
L’accordo, che rappresenta forzatamente un compromesso, mira a ristabilire standard minimi vincolanti in un contesto caratterizzato da pressione salariale, precarietà e continui tagli del personale, scrive syndicom. Apporta miglioramenti soprattutto per chi entra nella professione: gli stipendi iniziali concordati sono superiori al livello attuale. “Ci attendiamo, per circa il 20% del personale potenzialmente assoggettato, miglioramenti concreti dei salari d’ingresso”, indica syndicom. Della convenzione il sindacato deplora in particolare la situazione riservata ai professionisti dei media indipendenti. I loro onorari “non sono fissati in modo vincolante, ma devono essere adeguati. Una tariffa giornaliera inferiore a 550 franchi non è adeguata”.
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2026-04-30T07:00:00.0000000Z
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