‘Se è no da una parte, è no anche dall’altra’
Piccaluga frena su un’alleanza per federali dopo lo stop di Marchesi a un accordo per le elezioni cantonali: ‘Non siamo disponibili à la carte’
di Vittoria De Feo e Giacomo Agosta
Niente accordo cantonale? Bene, non ci sarà nemmeno un’alleanza federale. È irremovibile il coordinatore della Lega Daniele Piccaluga, a margine del suo intervento durante i festeggiamenti del 1° agosto a Biasca. Dopo l’annuncio di venerdì, al termine dell’assemblea di Arbedo, con cui la Lega aveva manifestato apertura verso una ripresa del dialogo con l’Udc in vista della corsa al Consiglio di Stato della prossima primavera, sabato mattina il presidente democentrista Piero Marchesi ha raffreddato gli entusiasmi, chiudendo senza se e senza ma a una lista unica con la Lega. Ed è qui che si inseriscono le considerazioni di Piccaluga.
‘L’Udc fa le sue valutazioni, noi le nostre’
«Ho preso atto con stupore di questa uscita – osserva il leghista –. Anche perché ieri sera (venerdì, ndr) abbiamo discusso per quasi due ore della proposta dell’assemblea di avviare un confronto con l’Udc». Piccaluga non nasconde il proprio rammarico: «Mi sarei aspettato che, prima di rendere pubblica una decisione simile, ci si sedesse attorno a un tavolo per discuterne insieme».
E ci va giù duro Piccaluga. «L’alleanza, va da sé, riguarda più temi. Non solo le comunali, dove la Lega non ha bisogno dell’Udc, ma anche le federali. Se Marchesi non entra nel merito di un’alleanza cantonale, la Lega di sicuro non entrerà nel merito di un’alleanza federale. Questo deve essere un principio sacrosanto. L’Udc giustamente fa le proprie valutazioni, ma la Lega non è disponibile a piacimento». Insomma, se è no da una parte, è no anche dall’altra. La Lega, continua, «è un movimento forte, anche se non nego in difficoltà». Ma, evidenzia, «oggi qui vedete più di quattrocento persone che cantano l’inno della Lega. C’è tantissimo entusiasmo, c’è tanta gioventù. Non ho dubbi che la Lega abbia un futuro».
Sui prossimi passi, in vista dei cinque nomi che prima o poi la Lega dovrà indicare come candidati al governo, il coordinatore frena. «Non sono neanche passate dieci ore dall’assemblea di ieri (venerdì, ndr) e mi sono già sentito dire che l’obiettivo dell’incontro con l’Udc è già andato a cadere. Ora dobbiamo organizzarci». Una certezza, tuttavia c’è. «Norman Gobbi è un nostro punto fermo a partire dal quale la Lega costruirà una lista forte».
Salametti, gnocchi al ragù e qualche accenno a Claudio Zali
E a non avere all’apparenza dubbi che la Lega avrà un futuro splendente, le centinaia di persone radunatesi alle ex officine Ffs di Biasca tra salametti e gnocchi al ragù. Un clima festoso, certo, ma forse un po’ intimorito a fare valutazioni sui fatti emersi nelle scorse settimane che hanno portato il consigliere di Stato Claudio Zali a dare le dimissioni per il prossimo 30 settembre. Pur non negando le difficoltà degli ultimi giorni, il Movimento cerca quindi di guardare soprattutto avanti. «Mentre ci davano già per spacciati, la nostra gente non è scappata, ma è qui e la sento molto vicina», dice Piccaluga dal palco rivolgendosi alla sua base. «Non sono stati giorni facili, ma non ci hanno spezzati e soprattutto non ci hanno fatto abbassare la testa. Non siamo qui per lamentarci, ma per guardarci negli occhi e, in ultima battuta, per ripartire». Un accenno all’ormai ex presidente del governo è però d’obbligo: «Dobbiamo anche parlare di Claudio. Quello che è successo ci ha messi davanti a una scelta difficile. L’abbiamo fatta con senso di responsabilità senza trasformarla in un una sentenza. Ma questa vicenda non nasconde oltre trent’anni al servizio del Cantone, prima nella magistratura, poi nel governo. E per questo Claudio ti dico ancora grazie». Ciò detto, prosegue, «ora abbiamo davanti una sfida importante e la affronteremo senza paura. Ma una cosa deve essere chiara, la vera forza della Lega dipende dalla fiducia dei ticinesi, di tutti voi». Seguono applausi scroscianti accompagnati da un «bravo Picca» urlato dal fondo della sala. «Questa fiducia – esclama quindi un infervorato Piccaluga – dobbiamo meritarcela. Dobbiamo tornare a essere pienamente il partito della gente, la voce di chi lavora, rispetta le regole e pretende che valgano per tutti, anche per Sirica», affonda il coordinatore riferendosi al video pubblicato sui social dal copresidente del Ps Fabrizio Sirica in cui dice di essere stato ‘pizzicato’ a 104 chilometri orari sui 50 (vedi a lato). E sancisce Piccaluga: «La Lega appartiene a tutti voi, che forse oggi siete qui con un po’ di delusione e qualche domanda, ma siete qui e questo per me è importante. Abbiamo attraversato settimane dure, ma siamo ancora in piedi, credetemi. La Lega c’è e da oggi riparte ancora più unita». Sempre sulla vicenda che ha coinvolto Zali, dopo il suo intervento dal pulpito Piccaluga non ci nasconde che quanto successo «ha dato un forte colpo alla Lega. Lo stiamo metabolizzando e ne stiamo uscendo.
La nostra strategia dovrà quindi cambiare drasticamente perché non corriamo con due uscenti, ma con uno. La Lega sarà però pronta al via». E al via, come detto, ci sarà Norman Gobbi, che dal palco rivendica tra l’entusiasmo generale: «Dobbiamo continuare a lavorare, come lo abbiamo fatto all’inizio di quest’anno quando ho proposto il congelamento dei ristorni. Quando non si rispettano le regole dall’altra parte del confine, non bisogna far finta di niente come fa la Berna federale, e in particolar modo la consigliera federale Karin Keller-Sutter». L’appello alla sala è quindi di «restare uniti, perché questo Cantone ha bisogno della Lega».
L’ASSEMBLEA ‘Noi non abbiamo mai chiuso la porta’
Oltre due ore di confronto per fare il punto della situazione dopo tutta la bufera che ha travolto Claudio Zali e la Lega. Alla fine l’assemblea del Movimento, riunitasi venerdì ad Arbedo, ha scelto – come accennato – la ‘linea Mattino della domenica’ e la proposta fatta dal suo editore Antonella Bignasca per cercare di riportare in vita l’alleanza Lega-Udc in vista delle cantonali di aprile 2027. Un verdetto, tuttavia, già sorpassato alla prova dei fatti dopo che Marchesi ha chiuso definitivamente alla lista unica. L’incontro, non ha escluso sabato a Biasca Piccaluga, potrebbe comunque ancora tenersi e a farsi promotrice sarebbe la stessa Bignasca. Visto però il martellante botta e risposta, la situazione è ancora in divenire. Bignasca, lo ricordiamo, domenica scorsa si era espressa dalle colonne del ‘Mattino’ scaricando Zali, prendendone le distanze e affermando che in caso di sua candidatura non lo avrebbe sostenuto. Non solo. Bignasca e il ‘Mattino’ avevano anche messo in chiaro di auspicare un’alleanza a destra.
«La proposta è stata portata in assemblea e l’assemblea l’ha approvata», commenta a nome del Movimento il vicecoordinatore Alessandro Mazzoleni. «Da parte nostra, d’altronde, il dialogo non è mai stato chiuso. È l’Udc che non voleva entrare in materia vista la possibile candidatura di Zali». Candidatura che ora, come reso noto dallo stesso ministro, non ci sarà. «È stato deciso che sarebbe nell’interesse dell’area di destra trovare un accordo. Se così non dovesse essere la Lega sarà pronta in ogni caso ad affrontare le elezioni con una lista molto forte per il Consiglio di Stato». E così dovrà essere. Tornando al caso Zali, «ci siamo chiariti. Ne abbiamo parlato. Quello che è successo ha creato un dispiacere generale».
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2026-08-03T07:00:00.0000000Z
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