Commissione Lpp raccomanda un tasso minimo dell’1,75%
I sindacati vorrebbero di più, gli imprenditori frenano
Il tasso d’interesse minimo degli averi del secondo pilastro – nel regime obbligatorio – va aumentato dall’1,25 all’1,75%. Lo chiede la Commissione federale della previdenza professionale (Commissione Lpp). La decisione spetta al Consiglio federale. La Commissione Lpp ricorda in una nota che i parametri per la decisione sono il rendimento delle obbligazioni della Confederazione e l’andamento di azioni, obbligazioni e immobili. Orbene, i mercati finanziari hanno registrato un andamento positivo nel 2025 e, finora, anche nel 2026.
Nel formulare la sua raccomandazione, la Commissione ha tenuto conto anche di altri criteri, come la situazione finanziaria degli istituti di previdenza, l’evoluzione dei salari, il rincaro, i rendimenti conseguiti dagli istituti di previdenza, la politica dei tassi d’interesse e il rendimento teorico degli istituti di previdenza. Alla luce della situazione finanziaria “complessivamente positiva”, il tasso dovrebbe essere aumentato, sostiene la Commissione Lpp, e ciò anche se “persistono incertezze, quali i rischi geopolitici”. La decisione è stata presa con 10 voti contro 4.
‘Bisogno di recupero’
In una prima reazione, l’Unione sindacale svizzera (Uss) accoglie con favore la raccomandazione di aumentare il tasso d’interesse minimo sugli averi previdenziali, ma ritiene che la necessità di recuperare gli interessi persi negli ultimi anni richieda un aumento più consistente. Per l’Uss, il tasso dovrebbe essere portato al 3%, un livello ritenuto necessario sul piano sociale e sostenibile dal punto di vista economico. Travail.Suisse ritiene che ci sia un margine sufficiente per aumentare il tasso al 2%. “Le casse pensione registrano un tasso di copertura eccezionalmente elevato, pari al 122%. Allo stesso tempo, le opportunità di investimento sui mercati finanziari sono molto buone. Lo scorso anno i mercati si sono dimostrati molto resilienti nonostante gli sconvolgimenti geopolitici”, evidenzia l’organizzazione sindacale.
Da parte sua, l’Unione svizzera degli imprenditori (Usi) giudica sostanzialmente sostenibile un aumento del tasso d’interesse minimo sugli averi previdenziali, ma chiede che avvenga a tappe. Un incremento immediato all’1,75% terrebbe infatti troppo poco conto delle diverse condizioni degli istituti di previdenza. L’Usi ricorda inoltre che il tasso minimo è una soglia legale e che, in molti casi, gli averi vengono remunerati a tassi superiori. L’Associazione svizzera d’assicurazioni (Asa) definisce “inappropriato” il netto aumento del tasso, che a suo avviso dovrebbe attestarsi all’1%. È fondamentale che la garanzia minima prevista dalla legge rimanga sostenibile a lungo termine anche per gli istituti con una bassa capacità di assumere rischi, afferma l’Asa in una nota.
SVIZZERA
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2026-09-01T07:00:00.0000000Z
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