‘Il Fondo cantonale risponde ancora ai suoi compiti?’
Mozione di Ortelli (Plr): ‘Serve una visione d’insieme’
Di Jacopo Scarinci
A 16 anni dalla sua entrata in vigore, come se la passa il Fondo cantonale per la formazione professionale? In altre parole: i compiti per i quali è stato creato sono ancora coerenti e adeguati alla volontà del legislatore o, dopo tempo, c’è bisogno di una rinfrescata e di una nuova visione? A chiederlo con una mozione inoltrata al Consiglio di Stato è il deputato del Plr Paolo Ortelli, assieme a esponenti liberali radicali, del Centro, della Lega e dell’Udc. La formazione professionale, scrive Ortelli, “è un fattore decisivo per la competitività delle imprese, la disponibilità di personale qualificato e l’inserimento dei giovani. La forza del sistema duale svizzero risiede nella corresponsabilità tra Confederazione, Cantoni, imprese e parti sociali”. Su questo principio il legislatore ticinese, ricorda come detto Ortelli, “ha istituito il Fondo cantonale della formazione professionale, alimentato dai contributi delle imprese e gestito da una Commissione tripartita composta da rappresentanti del Cantone, delle organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori. Non è quindi un semplice strumento finanziario, ma un modello di responsabilità condivisa tra Stato e mondo del lavoro”.
‘Bisogna vedere non solo quanto finanziare, ma cosa e con quali priorità’
Ebbene, “a oltre quindici anni dalla sua istituzione, il Fondo ha sostenuto le prestazioni previste dalla legge e numerose iniziative delle organizzazioni del mondo del lavoro, contribuendo allo sviluppo della formazione professionale cantonale”. Oggi, tuttavia, scrive il mozionante, “il contesto è profondamente cambiato. Digitalizzazione, intelligenza artificiale, transizione energetica, evoluzione delle professioni e difficoltà di reperire personale qualificato impongono di interrogarsi non soltanto su quanto finanziare, ma soprattutto su cosa finanziare e con quali priorità”. Occorre quindi “una visione d’insieme che permetta di comprendere chi fa cosa nei diversi segmenti della formazione professionale, individuare eventuali sovrapposizioni e rafforzare collaborazione e sinergie tra Cantone, organizzazioni del mondo del lavoro e altri attori del sistema”. Parallelamente, “è necessario verificare l’evoluzione del Fondo: risorse impiegate, prestazioni sostenute ed effetti prodotti. Il Fondo raccoglie ogni anno importanti risorse provenienti dalle aziende ed è quindi necessario assicurarsi che siano impiegate dove producono il maggiore valore formativo”. In particolare, le prestazioni finanziate, soprattutto quelle facoltative, “devono essere valutate secondo criteri selettivi, sulla base della loro efficacia, attualità e coerenza con i reali fabbisogni. La priorità deve essere data a ciò che serve oggi e servirà domani, non semplicemente a ciò che si è sempre fatto”. L’analisi, chiede la mozione, “deve essere sviluppata in stretta collaborazione con la governance tripartita del Fondo, coinvolgendola fin dall’impostazione del lavoro e nella definizione delle priorità. Appare inoltre opportuno mettere in campo tutte le risorse interne, capaci di offrire uno sguardo oggettivo e critico”. Insomma, “non si tratta di mettere in discussione quanto fatto, ma di compiere un passo ulteriore: passare dalla gestione delle singole prestazioni a una strategia complessiva della formazione professionale cantonale”.
CANTONE
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2026-10-10T07:00:00.0000000Z
2026-10-10T07:00:00.0000000Z
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